Cosenza – Le piccole operarie di Gesù di Charles de Foucauld, svolgono ormai da tre anni un servizio assiduo e costante all’interno del campo rom di Cosenza. A seguito del tragico episodio avvenuto nei giorni scorsi all’interno del campo, abbiamo voluto ascoltare la voce di queste suore che, hanno voluto lanciare un messaggio di sensibilizzazione e di speranza per queste condizioni molto precarie.
Come mai avete scelto di svolgere questa missione all’interno del campo rom?
Bisogna parlare inizialmente del nostro stile di vita religiosa poiché la nostra congregazione è nata da un incontro della nostra fondatrice, la piccola sorella Magdeleine di Gesù, con un gruppo di nomadi nel Sahara. Da questo incontro siamo nate noi come comunità. Il nostro obiettivo principale è quello dell’incontro con tutti quei fratelli e sorelle che vivono ai margini della società che, gli altri non vedono come fratelli e sorelle di un unico Dio.
Cos’è quello che vi spinge a portare avanti questa missione molte volte difficile e faticosa?
Per noi non è difficile e faticoso perché è uno stile di vita che ci è sempre appartenuto. Noi cerchiamo di vivere, ispirandoci, alla vita di Gesù e al suo Vangelo, nello spirito di Betlemme e Nazareth. Ovvero uno spirito d’incarnazione silenziosa e di gratuità. La nostra comunità appunto ha scelto da molti anni questa comunità rom, questo popolo in Italia e, siamo rivenute qui a Cosenza perché il Signore ci ha spinto a ritornare e ci siamo innamorate di questa gente e di questa situazione che abbiamo incontrato, abbracciando la croce di ognuno. Noi ci siamo trovate certamente in situazioni difficili, precarie, in cui c’era certamente una speranza ma che, è andata perdendosi pian piano poiché sono sempre state fatte promesse su promesse per migliorare questa condizione ma che non sono state mai mantenute. Ogni volta venivano rimandate tutte le necessità che si chiedevano ma, noi comunque non ci perdevamo d’animo, cercavamo di stare sempre più vicine a queste persone. Adesso è capitato quest’incendio, chissà sia la volta buona che le istituzioni, offriranno soluzioni e metodi per affrontare tale disagio e noi per il momento non abbiamo grandi prospettive ma vogliamo solo continuare a restare accanto a loro sostenendoli e confortandoli del fatto che un giorno sarà tutto diverso e migliore.
Quante consorelle vi sono nella vostra comunità sia in Italia che nel resto del mondo e, quali sono i campi sociali in cui vi adoperate?
Ci sono diverse comunità sia in Italia che nel resto del mondo. Siamo circa 1200 suore. Ci occupiamo sempre di questi gravi problemi sociali, di queste persone che sono dimenticate e abbandonate da tutti. Ad esempio a Napoli c’è una nostra comunità che vive all’interno delle case popolari dove offre servizio alle persone in difficoltà economiche e sociali. Nella nostra vita appunto viviamo diverse dimensioni, quella del lavoro, della solidarietà, della comunione fraterna con il prossimo che soffre ed è emarginato. Insomma con lo stesso spirito di Gesù cerchiamo di essere rifugio e consolazione per quanti vivono le dure atrocità del mondo. (Simone Nardi – Parola di Vita)



