Roma – Il “metodo del rigore” nei confronti dei rom annunciato dal sindaco di Roma “è iniziato puntualmente”. Da questa mattina, a Roma, è in corso l’ennesimo sgombero forzato della Giunta capitolina: 90 rom (20 famiglie), tra cui 40 bambini tra 0 e 12 anni, nell’insediamento informale di via Belmonte Castello, nella periferia est della capitale. “Una grave violazione dei diritti umani”, secondo l’associazione Articolo 21 e Popica onlus, presenti allo sgombero, e “l’ennesimo passo indietro rispetto ai contenuti espressi all’interno della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti adottata dal governo italiano in attuazione della Comunicazione della Commissione europea n.173/2011”.
La comunità rom viveva nell’insediamento da circa un anno dopo essere stati vittime di numerosi sgomberi forzati. Le due associazioni avevano avviato percorsi di inclusione delle famiglie, con l’iscrizione scolastica di una decina di bambini.
“L’azione non è stata accompagnata da una consultazione – lamentano le associazioni – e dalla valutazione di adeguate alternative con un preavviso congruo e ragionevole. A causa dello sgombero si assisterebbe all’interruzione improvvisa del percorso scolastico dei minori”. “Anche l’attuale amministrazione – affermano – sembra aver sposato la linea del rigore fondata su un approccio emergenziale e securitario” attraverso “azioni inutili, dispendiose e illegali”.



