Trani – “Nella frenesia di quanto stiamo vivendo in questi ultimi giorni, non ultimo lo sgomento per quanto è accaduto nel Centro di Accoglienza a Lampedusa, ci apprestiamo a vivere con vero convincimento cristiano la 100ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Quello che, fino a qualche mese addietro era vissuto con meccanicità caritativa, oggi, con la presenza in mezzo a noi di Papa Bergoglio, figlio di una migrazione che sembrava quasi dimenticata, tutto ritorna ad essere Vangelo. Dico “quasi dimenticata” perché quanto accade da vent’anni a questa parte, con i flussi migratori incessanti e sempre più incalzanti, dei nostri migranti si ricordavano solo gli stretti familiari. Ora siamo realmente chiamati ad uscire dal perimetro delle nostre parrocchie e farci portatori di Carità verso coloro che “sono la carne di Cristo” per dirla con le parole del Santo Padre. Nel messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, Papa Francesco non ha usato metafore o eufemismi per indicare un percorso reale verso un mondo migliore: ha sostanzialmente detto a quanti si occupano a vario titolo delle migrazioni che un futuro migliore può esserci solo se camminato insieme, solo se percorriamo la stessa strada intrapresa dai nostri fratelli che sono alla ricerca del loro futuro. Decenni di stanzialità territoriale ci hanno fatto dimenticare quanto abbiamo saputo camminare per il mondo alla ricerca di quella speranza che ci era negata dalle varie crisi che il nostro Paese ha da sempre vissuto. Oggi sorrido ascoltando chi si lamenta del fatto che i nostri giovani vanno ad aprire ristoranti in Australia, come se fosse su un satellite di Nettuno! Le strade dell’uomo sono le strade del mondo: sta ad ognuno di noi pensarci capaci di essere realmente compagno di avventura con chi incontreremo nella ricerca del nostro mondo migliore, un mondo da condividere. (Riccardo Garbetta – Direttore diocesano commissione Migrantes)



