Roma – Oltre 232 milioni di persone – più del 3% della popolazione mondiale – hanno lasciato il proprio paese nel 2012 per vivere in un’altra nazione, mentre nel 2000 erano 175 milioni. La mobilità umana, dunque, sembra aumentare di pari passo con la crescita della popolazione a livello mondiale. Si tratta di un numero che per molti studiosi è sottostimato. Generalmente ci si concentra sui flussi migratori dal Sud del mondo verso il Nord, mentre poco si parla degli spostamenti tra i paesi in via di sviluppo e ancora meno della mobilità che si registra all’interno di una stessa regione. In alcuni paesi come la Cina e l’India, ad esempio, le migrazioni interne hanno numeri paragonabili a quelli delle grandi migrazioni internazionali. Le stime di medio periodo dicono che, nell’arco di 25 anni, il numero di migranti dovrebbe quasi raddoppiare, raggiungendo quota 400 milioni nel 2040. L’Europa e l’Asia – con oltre 70 milioni di migranti ciascuno – sono i continenti che ospitano il maggior numero di migranti, pari a circa i due terzi del totale mondiale entrambi. In Europa le nazioni maggiormente attrattive sono la Germania e la Francia; negli ultimi anni, però, hanno visto accrescere la presenza di migranti paesi come la Spagna e l’Italia che si attestano, ciascuna, su oltre 4 milioni di presenze.
L’Asia è, invece, il continente in cui il numero di migranti dall’estero è cresciuto maggiormente nell’ultimo decennio ed è anche la principale area di partenza, insieme all’America Latina. Circa 19 milioni di migranti asiatici hanno scelto come meta l’Europa, 16 milioni l’America del Nord e circa 3 milioni l’Oceania. Diversamente, i migranti provenienti dai paesi dell’America centrale, pari a 17 milioni, vivono nella stragrande maggioranza dei casi negli Stati Uniti che sono anche al primo posto tra le mete di destinazione, con 45 milioni di migranti. Tra i primi dieci paesi per numero di migranti stranieri vi sono poi il Canada e l’Australia, ma anche l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.
Dall’analisi dei flussi migratori si evince che in metà dei 20 principali corridoi di migrazione individuati in tutto il mondo, il numero della persone che migrano dal Sud al Nord è superiore. Secondo la classificazione della Banca Mondiale, nel 2010, i flussi Sud-Nord hanno rappresentato il 45% del totale delle migrazioni internazionali, seguiti dai flussi Sud-Sud pari al 35%, da quelli Nord-Nord pari al 17% e, infine, da quelli Nord-Sud pari al 3%.



