Roma – Cinque proposte per coniugare il tema della crisi con il rispetto dei diritti umani dei migranti: li ha elencati oggi a Roma monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, a conclusione della presentazione del XXIII Rapporto immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, intitolato “Tra crisi e diritti umani”. “E’ stato faticoso, quest’anno, in tempi brevi, costruire uno strumento nuovo che, speriamo, possa essere utile a leggere l’immigrazione oggi in Italia”, ha detto mons. Perego: “continueremo su questa strada, per offrire chiavi di lettura politiche, sociali, culturali e pastorali di un’Italia diversa, la nostra Italia, di un’Europa diversa, la nostra Europa. E’ questa ‘cultura del noi’, ricordata dal card. Bagnasco, Presidente della Conferenza episcopale italiana, nella recente prolusione al Consiglio permanente che si respira leggendo il Rapporto 2013, soprattutto attraverso le esperienza di Caritas e Migrantes sul territorio diocesano e regionale”. Per mons. Perego “crisi e diritti umani sono state quest’anno le chiavi che il Rapporto ha scelto per la lettura dell’immigrazione in Italia e in Europa, coniugate con sei temi: il lavoro, i poveri, la tratta e lo sfruttamento, l’appartenenza religiosa, l’Europa, la Costituzione”. Cinque le proposte: a) l’immigrazione continua, ma non aumentano gli immigrati: gli immigrati più che venire da fuori sono dentro la nostra città, in famiglie, con nuovi nati, più studenti e meno lavoratori; b) superare i CIE, pericoli per la sicurezza; c) il crimine della tratta chiede più investimenti in protezione sociale; d) il riconoscimento delle discriminazioni in Italia è debole; e) le fedi chiedono più ecumenismo e dialogo interreligioso. Ma soprattutto, nel Rapporto immigrazione Caritas e Migrantes 2013 si sottolinea che la crisi rischia di indebolire l’uguaglianza, la giustizia sociale, la tutela della dignità e dei diritti delle persone, le pari opportunità: a rischio sono i principi costituzionali, è la democrazia. “L’età dei diritti” auspicata dal filosofo Norberto Bobbio sembra indebolirsi, anziché trovare nuove strade dopo i percorsi fecondi del Novecento lasciato alle spalle”, ha detto il direttore di Migrantes: “da qui, da una parte l’invito di Papa Francesco a declinare un alfabeto diverso delle migrazioni, che sappia sostituire nelle comunità cristiane anzitutto e nelle città, le parole paura, discriminazione, esclusione, sfruttamento con le parole rispetto, accoglienza, ospitalità, tutela della dignità della persona. Dall’altra l’invito, a una nuova politica europea e internazionale”.



