Cesena – “Voi siete un dono da accogliere per crescere nella diversità. Quello di oggi è un incontro cristiano significativo per trovare la forza di camminare insieme nella storia in nome del Cristo risorto”. Con queste parole il vescovo emerito di Cesena-Sarsina, Lino Garavaglia, ha esordito domenica scorsa nell’omelia in occasione della Messa dei popoli voluta dalla diocesi per la Giornata mondiale dei migranti (il testo integrale è disponibile su corrierecesenate.it, sezione “Documenti”). La celebrazione eucaristica, che si è svolta a Cesena nella chiesa di San Paolo, ha visto la partecipazione degli stranieri provenienti dall’Africa, in particolare da Nigeria e Benin, dai Paesi dell’est quali Ucraina, Polonia, Romania e altri fra i quali Capo Verde. “Siete arrivati spesso per strade scoscese, per motivi di necessità, di sofferenza o di lavoro e vi abbiamo accolto come fratelli – ha continuato il vescovo Garavaglia di fronte a quasi 200 fedeli -. Siamo figli dello stesso Padre e vi chiediamo in cambio di trasferire a noi un po’ del vostro spirito di sacrificio. Il cristianesimo, che è anche fraternità, ci porti a superare le difficoltà e le sfide attraverso l’amore”. La messa, animata dal gruppo dei giovani di Ac, dalla comunità rumena, nigeriana e del Benin, è stata concelebrata da diversi sacerdoti e da un pastore della Chiesa greco ortodossa. Per monsignor Silvano Ridolfi, direttore dell’ufficio diocesano Migrantes, la celebrazione è stata sentita e partecipata e per evitare il rischio che possa rimanere una giornata fine a se stessa occorre sfatare tanti pregiudizi e rispettare i riti e le culture. “Il principale problema per le famiglie di immigrati rimangono il lavoro e la casa, soprattutto per chi ha figli – ha concluso don Ridolfi -. Se da una parte loro portano il forte valore della famiglia, noi dobbiamo contraccambiare con la nostra ospitalità”. (Giusy Riciputi – Corriere Cesenate)



