Sydney – L’Ufficio cattolico australiano per i migranti e i rifugiati (Acmro) ha accolto con favore la decisione del Governo di chiudere quattro centri di detenzione, annunciata nei giorni scorsi dal Ministro dell’Immigrazione, Scott Morrison. A cessare le attività saranno dal mese prossimo i centri di Scherger, nel Queensland, di Pontville a Victoria, le strutture di Leonora nel Western Australia e di Port Augusta, in South Australia. Quella del Ministro viene descritta come una «prova» che la politica di protezione dei confini del Governo sta funzionando e che sta diminuendo il numero dei richiedenti asilo provenienti via mare. Tuttavia, pur apprezzando gli sforzi, il direttore nazionale dell’Acmro, padre Maurizio Pettenà, ha dichiarato che «il recente calo degli arrivi degli immigrati via mare non è una cosa di cui vantarsi. L’Australia non ha ancora trovato altri modi per aiutare le persone che continuano ad avere disperato bisogno di mettersi al riparo da conflitti, torture e persecuzioni”. Per Pettenà, “si dovrebbero trattare quanti raggiungono le nostre coste con rispetto e dignità. Rinchiudere i richiedenti asilo nei centri di detenzione per immigrati è punitivo e immorale. Oltre il 90 per cento dei richiedenti asilo che arrivano via mare sono risultati essere veri rifugiati, corrispondenti, quindi, alla loro definizione giuridica”. Migliaia di richiedenti asilo, tra i quali moltissimi bambini, rimangono in “stato di detenzione” a Christmas Island, nonostante la struttura sia stata costruita per ospitare appena ottocento persone, cioè meno di un terzo di coloro che si trovano lì. Altri tremila sono detenuti nelle tendopoli oltremare di Manus Island e di Nauru e in migliaia sono in stato di fermo nel centro di Villawood a Sydney, di Wickham Point nel North Territory, di Maribyrnong a Victoria e a Curtin, così come a Yongah Hill, nel Western Australia. «Chiedere asilo — ha sottolineato padre Pettenà — non è un crimine, ma purtroppo questi centri di detenzione sono stati e sono ancora oggi fonte di immenso dolore e di miseria per i nostri fratelli e sorelle venuti da noi in cerca di rifugio. La Chiesa cattolica ha da sempre incoraggiato i Governi ad attuare politiche di assistenza per le persone in cerca di asilo. L’Australia dovrebbe trattare i rifugiati con rispetto». Il Direttore dell’Ufficio cita il programma di re insediamento dei rifugiati dell’A c m ro : «Nel 2013 il programma prevedeva circa ventimila posti disponibili. Purtroppo, quest’anno è stato fortemente ridotto a tredicimila posti, il che rende ancora più difficile la vita ai rifugiati». I richiedenti asilo — hanno sottolineato di recente i vescovi — «non sono una questione legale ma di diritti umani, una questione morale», e più in generale gli immigrati, tutti gli immigrati, «non vanno giudicati prima di aver ascoltato la loro storia». (Osservatore Romano)



