Roma – Sono 293 i luoghi di incontro e di preghiera degli immigrati a Roma e nella provincia, 37 in più rispetto al 2011. Nel censimento si rileva come 172 siano per i cattolici, 53 per gli ortodossi, 27 per i protestanti, 7 per gli ebrei, 25 per musulmani, 7 per i buddhisti, 1 per gli induisti, 1 per i sikh. È quanto emerge dalla sesta edizione della “Guida ai luoghi di incontro e dio preghiera degli immigrati a Roma” promossa dagli uffici Caritas e Migrantes del Vicariato di Roma e presentata questo pomeriggio a Roma che verrà presentata oggi alla presenza dei rappresentanti delle più importanti religioni. «Questa Guida – spiegano nell’introduzione monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas, e monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore della Migrantes – si propone di rispondere alle esigenze religiose degli immigrati. La vita di un immigrato, infatti, oltre a essere caratterizzata da aspetti economici, occupazionali, culturali e sociali, è definita anche da profonde esigenze religiose». È per questo motivo «che l’attenzione alla dimensione religiosa è fondamentale nel processo di integrazione e i luoghi di incontro e di preghiera sono riferimenti importanti anche per le istanze sociali e la crescita culturale degli immigrati: in essi, infatti, si attivano reti di amicizia e di mutua assistenza con una molteplicità di iniziative che conferiscono uno spessore concreto al binomio “spiritualità-promozione umana”».



