Crisanti: lo spettacolo viaggiante tra difficoltà e prospettive

Roma – Nello spettacolo viaggiante gli esercenti del luna park sono “i soggetti più vulnerabili”. Lo ha affermato ieri Maurizio Crisanti, segretario nazionale dell’Anesv, intervenuto al Coordinamento dello Spettacolo Viaggiante in corso a Roma. Fino a qualche anno fa, la vita itinerante – ha spiegato – “poteva fondarsi su alcuni elementi di stabilità, legati ad un calendario di manifestazioni, al classico ‘giro di piazze’ che ritmava la sequenza dei luna park secondo un ciclo preordinato e già noto all’inizio dell’anno. Questa modalità consentiva agli esercenti ed alle loro famiglie di stabilire legami con colleghi, gli abitanti del posto, i responsabili di uffici pubbliche o istituzioni scolastiche”.
Tra le difficoltà del settore Crisanti ha sottolineato la mancanza di introdurre elementi di novità nelle attrezzature, o nel modo di gestirle ma anche la “periferizzazione del luna park, che continua a perdere ogni anno qualche battaglia per restare al centro delle località che lo ospitano, contribuisce a separare il momento del divertimento dalla festa cittadina”. E ancora l’aumento della “conflittualità, le possibilità di lavorare si riducono, e a volte la concorrenza costringe ad usare tutti i mezzi per garantire i propri diritti”.  Oggi nel mondo dei luna park parlare di “prospettive non è semplice: da una parte la attività tradizionale stenta ad introdurre elementi di novità, ma ha ancora un pubblico che mostra di apprezzare questa forma di popolare divertimento. Dall’altra, però, è necessario iniziare a parlare i linguaggi di questo tempo”.
In quale direzione andrà il luna park? Certamente nelle località turistiche “c’è ancora bisogno di manifestazioni temporanee, così come nel corso delle feste patronali e cittadine. Inoltre – ha spiegato Crisanti – c’è spazio per nuove forme di parchi invernali, in spazi al coperto, e luna park in aree non servite. Per alcuni esercenti c’è la possibilità di realizzare installazioni fosse in giardini pubblici o locali commerciali, ospitando feste per bambini. Qualcuno parla di una selezione naturale che sta colpendo questa, come tutte le altre attività imprenditoriali. Forse attualmente gli esercenti italiani sono in numero troppo elevato rispetto al ridursi delle opportunità di lavoro. Chi ama le regole del mercato sostiene che questo, in qualche misura, si autoregoli nel rapporto tra domanda ed offerta. Staremo a vedere e ne riparleremo: intanto le giostre continuano a girare, facendo felici i bambini ed offrendo a giovani e famiglie un momento di serenità”.