Taranto – Ancora uno sbarco questa notte a Taranto. Sono oltre 400 i profughi giunti nel porto mercantile, con la nave Zeffiro, nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. Si tratta soprattutto di siriani. Per lo più famiglie, con due o tre figli, ed alcuni neonati. Sono arrivati anche i primi palestinesi fuggiti dai bombardamenti. La città continua a portare avanti l’accoglienza, tanti i volontari che si prodigano affiancando Protezione civile, Comune, Asl ed enti di tutela. Ma le scorte sono finite. Sono quasi 7.000 le persone che hanno fatto tappa tra i due mari. La maggior parte ha deciso di andar via nel giro di un paio di giorni. A restare sono soprattutto giovani africani provenienti da Paesi in cui c’è guerra o dittatura, per cui è stata avviata regolare richiesta di asilo politico. “Mare Nostrum è un’ottima soluzione per salvare vite, il problema sorge subito dopo. Non è più un’emergenza, dunque serve una programmazione. Il governo e l’Europa non possono stare a guardare. L’accoglienza è affidata solo ai volontari – spiega Marisa Metrangolo, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes – e se non ci fossero loro, sempre i soliti, la situazione sarebbe allo sbando. Per gli enti preposti istituzionalmente all’accoglienza queste persone sembrano numeri. Non sorprende quindi trovare alla stazione tantissimi minori, scappati dalle strutture a cui sono momentaneamente affidati, che partono per il Nord senza sapere dove andare”.



