Roma – Offrire ai giovani volontari un’occasione di incontro con i lavoratori migranti stagionali per favorire una conoscenza positiva e costruttiva, attivare un servizio di alfabetizzazione della lingua italiana come strumento per relazioni vere e paritaria e stimolare percorsi positivi per l’emersione dallo sfruttamento lavorativo: sono alcuni degli obiettivi del progetto “IoCiSto” promosso dai Missionari Scalabriniani e dall’Ufficio Migrantes di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, con il contributo della Fondazione Migrantes, a fianco dei lavoratori stagionali che d’estate vivono nel cosiddetto “Ghetto di Rignano”, a pochi chilometri da Foggia. “Sono circa 130 i volontari che, racconta il Direttore Migrantes p. Arcangelo Maira, che si alterneranno nei mesi di luglio e agosto nel ‘ghetto di Rignano’, provenienti da diverse diocesi italiane, per vivere un’esperienza di lavoro, d’incontro, di condivisione con l’altro, ma anche di educazione alla legalità, soprattutto con i migranti che in questo territorio arrivano per raccogliere pomodori e gli altri frutti della terra”. Il progetto ‘Io ci sto’ diventa un’ occasione per i giovani di aiutare chi spesso viene sfruttato nel suo lavoro e far scoprire “la bellezza della diversità dei popoli e delle culture, in una società sempre più variegata, per una relazione che rispetti l’alterità per una comune crescita” conclude padre Arcangelo. La Fondazione Migrantes ha anche attivato a Torino, in collaborazione con il Gruppo Abele, il progetto “La legalità paga”, che ha convolto sindacati, prefettura, questura e Comune di Torino. “Il progetto – spiega Mons. Perego, Direttore della Migrantes – oltre che aiutare una conoscenza reciproco dello sfruttamento e della tratta per lavoro in Piemonte, ha portato a costruire un ‘protocollo d’intesa’ tra i diversi enti (Migrantes, Gruppo Abele, ASGI, Questura, Sindacati, Prefettura, forze dell’ordine…) per lavorare in sinergia sul territorio, per individuare sul territorio le situazioni critiche e favorire la tutela dei lavoratori”. (Raffaele Iaria)



