Palermo – Il cimitero Mediterraneo ingoia altri corpi di uomini e donne in cerca di futuro in Europa. Nell’ennesimo tragico naufragio di un gommone sbilenco lanciato tra le onde solo cinque salme sono state recuperate, 61 persone salvate, ma i superstiti raccontano di essere partiti almeno in ottanta. Il bilancio è ancora una volta terribile, si aggiunge a quello delle 29 vittime ritrovate asfissiate su un barcone sabato scorso e al bimbo siriano di due anni morto domenica. Una tragedia dietro l’altra, davanti ai soccorritori civili e militari attoniti, in azione 24 ore su 24 per ridurre al massimo le perdite di vite umane.
La fregata Zeffiro, la corvetta Urania e un elicottero EH101 decollato da Lampedusa, hanno prestato assistenza al gommone semiaffondato in cooperazione con la nave mercantile Genmar Compatriot (Bermuda), che ha imbarcato i migranti e i corpi delle cinque vittime con l’ausilio della motovedetta CP905 delle Capitanerie di Porto.
Nella notte, dunque, ancora superlavoro per le unità navali di Mare Nostrum. Quattro navi della Marina Militare hanno affrontato diverse situazioni di emergenza nel soccorso e recupero di molti migranti in arrivo dalle coste nordafricane. Oltre al gommone con i cinque cadaveri, sono stati recuperati 389 migranti a bordo di quattro gommoni, più altri 276 su due imbarcazioni. Sulle navi della Marina ieri, in attesa di sbarcare nei vari porti individuati, si contavano 1.771 migranti. Intanto, a Messina, è stata disposta l’autopsia del bambino siriano di due anni trovato senza vita domenica. Secondo quanto testimoniato dai genitori, il piccolo sarebbe morto durante il trasbordo dal peschereccio su cui si trovavano i profughi alla petroliera, cadendo in mare e annegando. Sempre nella città dello Stretto tre tunisini sono stati arre¬stati dalla polizia con l’accusa di essere gli scafisti del barcone – con a bordo il bambino, 29 cadaveri e altre 561 persone – soccorso da un mercantile danese. Gli indagati hanno tentato di nascondersi tra le centinaia di migranti sbarcati in città.



