Napoli: permesso a bengalesi schiavizzati

Napoli – Denunciarono di essere sfruttati e di essere trattati come schiavi dai loro datori di lavoro delle fabbriche tessili di Sant’Antimo (Napoli) ed ora, per la prima volta in Italia, tre cittadini bengalesi hanno ottenuto il permesso di soggiorno per «protezione sociale», motivazione sinora adottata solo per sottrarre al mercato della prostituzione ragazze di Paesi extracomunitari. A comunicarlo, l’associazione antirazzista ‘3Febbraio’ che nel 2013 raccolse il grido di aiuto degli operai bengalesi del paese a nord di Napoli, mettendo a conoscenza i media del trattamento loro riservato. Era il mese di novembre del 2013 quando “siamo venuti a conoscenza di una condizione di oppressione e sfruttamento che vivevano tanti lavoratori bengalesi”, spiega l’associazione in una nota: “erano costretti a lavorare 12 ora al giorno senza riposo per 300 euro al mese. Grazie alla nostra iniziativa e alla coraggiosa informazione di giornalisti, gente solidale e associazioni varie, siamo riusciti a far conoscere a tanta gente condizioni disumane spesso tenute sotto silenzio”. Dopo vari mesi di iniziative, assemblee, momenti di informazione e azioni legali “siamo riusciti – prosegue la nota – ad ottenere il permesso di soggiorno per protezione sociale per gli immigrati che finora hanno sporto denuncia.
Questa è una vittoria comune, di tutti coloro che hanno contribuito con il loro sostegno, con la loro solidarietà al buon esito di questa vicenda.
Ora vogliamo continuare su questa strada a fare giustizia di una situazione di oppressione e sfruttamento sempre più grave che vivono i nostri fratelli immigrati”.