Casalmaggiore – Inizierà domani, 25 settembre, il XXV Convegno Nazionale dell’Aizo (Associazione Italiana Zingari Oggi), un appuntamento importante per chi vuole conoscere in maniera approfondita il popolo romanì. Il tema di quest’anno affronta questioni che hanno conseguenze importanti sulla vita quotidiana dei rom e sul loro rapporto con il mondo gagè: diritto, lavoro e istruzione. Il convegno, realizzato nell’ottica della collaborazione reciproca e dell’inserimento, vedrà la partecipazione di relatori romanì e gagè (non rom). La prima giornata sarà introdotta dal vice presidente dell’Aizo, Jonko Jovanovic, da oltre 40 anni in Italia il quale spiegherà le difficoltà attraversate per un ottenere i documenti, le lotte contro la burocrazia “dopo anni di illegalità ora ho la carta di identità italiana e posso stare in questo paese senza paure” e dalla presidente nazionale Aizo, Carla Osella, e sarà dedicata alla discussione della situazione giuridica di rom e sinti, sia dal punto di vista legale che da quello sociologico tramite interventi di Paolo Bonetti, docente di diritto costituzionale dell’Università Bicocca di Milano, Marcella Delle Donne dell’Università La Sapienza di Roma e Jovan Damianovic, presidente della World Roma Organization della Serbia che affronterà il tema dell’esistenza della “Nazione Rom”: “Per anni siamo stati un popolo invisibile, adesso vogliamo anche noi esistere. In qualità di deputato al parlamento serbo ho lottato per mio popolo affinchè la sua voce diventasse forte abbastanza da essere sentita a livello istituzionale” ha dichiarato Jovan Damianovic. La scelta di svolgere il convegno in un campo è alquanto singolare, Carla Osella l’ha motivata in questo modo: “L’idea è di far conoscere ai partecipanti la vita del campo sosta, una modalità di partecipazione che dopo anni si è rivelata essere vincente, per conoscere più da vicino questo popolo proprio perchè crediamo fermamente che la conoscenza sia il migliore antidoto all’antiziganismo”. Dal punto di vista istituzionale, Alessandro Pistecchia esporrà il ruolo dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali di Roma nel garantire i diritti di questa minoranza. Durante la sessione pomeridiana sarà discusso il tema del lavoro grazie agli interventi di Gian Luca Magagni e Gabriella De Luca, consiglieri Aizo rispettivamente del Trentina Alto Adige e della Calabria, i quali discuteranno delle problematiche che si affrontano nella ricerca di un lavoro e del ruolo di risorsa che esso deve assumere nella comunità romanì, mentre Mauro Fedele del Consorzio Equo di Torino, porterà la testimonianza di inserimenti lavorativi concreti di rom e sinti in qualità di imprenditori della raccolta di materiali ferrosi. La giornata si concluderà con lo spettacolo musicale della band romanì “Le Colombe Dorate” che si esibiranno nell’esecuzione di alcuni brani della tradizione romanì. Per la seconda giornata dedicata all’istruzione, interverranno Fabrizio Boldrini e Maria Rita Bracchini, rappresentanti del Centro Studi Fondazione Villa Montesca che esporranno un modello di scolarizzazione e inserimento scolastico basato sulla prosocialità. A questo intervento ne saranno affiancati due dal taglio più pratico che prendono in esame gli aspetti positivi e negativi del rapporto scuola-mondo romanì. Al termine Don Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes di Roma, concluderà i lavori con una relazione sui progetti e speranze relativi a rom e sinti. Al termine di ogni sessione rom e sinti esporranno le loro testimonianze inerenti ai tre ambiti di discussione proposti, tra i quali ricordiamo Rebecca Covaciu (pittrice rom), Dubois Savio, Halilovic Ileana, Cioban Lenuta e Raidich Giulio, rom e sinti imprend itori e Marco Dragutinovic, rom torinese.



