Roma – “Uno sforzo europeo per garantire visti per motivi umanitari o altri meccanismi di ingresso per quanti fuggono da guerre e fame, altrimenti ci saranno ancora solo lacrime e commemorazioni”. A chiederlo, ad un anno dall’anniversario dalla tragedia che lo scorso 3 ottobre costò la vita a oltre 300 migranti al largo del porto di Lampedusa, è Alessandro Bechini responsabile programmi domestici di Oxfam Italia. “Non è possibile – sottolinea – affrontare questo gigantesco flusso migratorio con gli strumenti usati sino ad oggi e con un approccio che sembra a volte schizofrenico”. L’Organizzazione, prosegue, “è favorevole a un’operazione che crei un canale sicuro nel quale profughi e migranti siano messi in grado di poter sfuggire alla morte in mare, dato che solo dall’inizio dell’anno si sono contate 3.045 vittime durante i viaggi della speranza attraverso il Mediterraneo, secondo i dati forniti dall’OIM”. Pur apprezzando “l’incredibile lavoro svolto dall’Italia con il programma Mare Nostrum”, Bechini evidenzia “i limiti e le responsabilità dell’Europa” mentre “la prospettata operazione Frontex plus non lascia sperare in una svolta che vada oltre l’approccio puramente emergenziale”. Una situazione correlata anche all’insufficienza degli investimenti dei governi europei in cooperazione allo sviluppo in Siria, Eritrea, Somalia, Mali e Nigeria.



