L’Arte della Carità

Città del Vaticano – Ha preso il via sabato scorso, 18 ottobre 2014, il progetto “L’Arte della Carità ” ideato e promosso dai Musei Vaticani. Si tratta di una serie di eventi esclusivi che uniscono alla tradizionale visita ai Musei un momento musicale di eccezione in Cappella Sistina e che i Musei propongono accanto alla ordinaria offerta di eventi a porte chiuse. In questa prima volta il concerto è stato affidato all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che ha eseguito la Petite Messe Solennelle di Gioacchino Rossini. Il ricavato della serata, che ha trovato il sostegno di una importante azienda del settore automobilistico, sarà intermente devoluto alla carità del Papa. “Ho letto nei giorni scorsi che qualcuno ha pensato che ci mettessimo ad affittare la Sistina a chi ha quattrini da spendere”, dice il Direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci: “Nulla di tutto questo, perché la Sistina è un luogo sacro: non è certo noleggiabile a richiesta, né mai potrà divenire una location per feste private! C’è stata un po’ di confusione, temo. I Musei da sempre accolgono gruppi nelle proprie gallerie a sera, quando i portoni sono chiusi, per le tradizionali visite private che prevedono sempre un passaggio nella Sistina, parte naturale del percorso museale, quindi questa non è una ‘notizia’. Qui – spiega Paolucci – non si fa niente di molto diverso, ma con una pretesa ulteriore che è la novità del progetto: siamo noi come Musei questa volta a muoverci per convogliare energie e risorse in nome della bellezza delle arti in dialogo tra loro e ricavare da queste serate fondi da dare al Papa per le sempre più urgenti necessità della povera gente, ovunque essa sia. Tutto qui. L’intuizione che ci ha mossi è semplice: anche l’arte è carità, è amore. Dà tanto all’uomo, lo richiama al senso stesso della sua esistenza, senza chiedere niente in cambio che non sia uno sguardo e un cuore aperto. A chi ancora ha l’audacia sprezzante di chiedersi perché mai il Papa non venda le sue opere d’arte, i suoi Musei rispondono così: perché l’uomo sarebbe più povero in tutti i sensi e perché quando l’arte e la generosità di aziende e privati si uniscono assieme possono fare davvero tanto. Noi speriamo che quanto avvenuto sabato sia soltanto una prima volta e che tante realtà possano sostenere questa nostra iniziativa nel futuro”. I Musei del Papa – spiega una nota – intendono in questo modo “richiamare l’attenzione e la sensibilità verso quelle azioni di solidarietà che ogni giorno la Chiesa propone e realizza in tutto il mondo, silenziosamente ma efficacemente, senza clamori e per la quale c’è sempre bisogno di risorse nuove. Si tratta, quindi di un’occasione unica rivolta a chi voglia abbracciare iniziative di alto valore culturale e sociale”.