Paolo VI è beato

Città del Vaticano – Dopo sei mesi dalla canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II è arrivata anche la beatificazione di Giovanni Battista Montini, Papa Paolo VI. Il Papa che per 15 anni ha guidato la Chiesa tra i pontificati di Angelo Roncalli e Karol Wojtyla. “Nei confronti di questo grande Papa, di questo coraggioso cristiano, di questo instancabile apostolo, davanti a Dio oggi non possiamo che dire una parola tanto semplice quanto sincera e importante: grazie! Grazie nostro caro e amato Papa Paolo VI”, ha detto Papa Francesco durante l’omelia esprimendo la sua gratitudine a Montini domenica scorsa davanti a migliaia di pellegrini che hanno gremito Piazza San Pietro. Una celebrazione significativa a conclusione del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia e alla presenza del papa emerito, Benedetto XVI, che da Paolo VI fu creato cardinale. “Il grande timoniere del Concilio”, come l’ha definito Bergoglio, è quindi beato: la sua data di nascita, il 26 settembre, indicata per la sua memoria liturgica. Come reliquia la maglia insanguinata che indossava quando uno squilibrato lo ferì con un pugnale all’aeroporto di Manila nel novembre del 1970. Nell’umiltà di Papa Montini “risplende – ha detto Francesco – la grandezza del beato Paolo VI che, mentre si profilava una società secolarizzata e ostile, ha saputo condurre con saggezza lungimirante – e talvolta in solitudine – il timone della barca di Pietro senza perdere mai la gioia e la fiducia nel Signore”. Bergoglio ha quindi ricordato come il Sinodo dei vescovi sia stato voluto da Montini ed ha citato l’esortazione apostolica “Evangelii nuntiandi”, definita in altra occasione come il più grande documento pastorale degli ultimi tempi, sottolineando come con essa Paolo VI “ha inteso risvegliare lo slancio e l’impegno per la missione della Chiesa”, da “strenuo sostenitore della missione ad gentes”. “Già al momento dell’elezione, era fatalmente destinato a sfidare l’impopolarità, a suscitare l’incomprensione dei contemporanei. Per il ‘modello’ di Papa che avrebbe impersonato. E, a più forte ragione, per la contrastante evoluzione che sotto il suo pontificato avrebbe caratterizzato il corso della Chiesa e del mondo”, ha scritto nel suo ultimo libro “Paolo VI. Un papa sconosciuto?” (editrice Tau) il vaticanista Gianfranco Svidercoschi. Paolo VI “ha saputo davvero dare a Dio quello che è Dio dedicando tutta la propria vita” a quello che lui definiva un “impegno sacro, solenne e gravissimo: quello di continuare nel tempo e i dilatare sulla terra la missione di Cristo”, ha detto Papa Francesco. E tutto ciò, “amando la Chiesa e guidando la Chiesa perché fosse”, come scriveva nella sua prima enciclica, l’Ecclesia suam, “madre amorevole di tutti gli uomini e dispensatrice di salvezza”. Il miracolo che lo ha portato agli onori degli altari è stata la guarigione inspiegabile di un feto nel 2001 negli Stati Uniti d’America. Proprio quel papa che definito il “Papa della pillola” perché si era opposto all’uso dei contraccettivi e attaccato fortemente… (Raffaele Iaria)