Zwara – Ancora orrore dopo la conferma dell’ennesima strage del mare avvenuta in acque libiche lo scorso 3 ottobre, proprio mentre in Italia si celebrava il primo anniversario della tragedia di Lampedusa. Decine di cadaveri di migranti sono stati infatti ritrovati ieri sulla spiaggia di Zwara, non distante da Tripoli. Alcune fonti parlano di 130 morti, altre arrivano ad affermare che i decessi sono stati 150. Per il sacerdote eritreo Mosè Zerai – che viene spesso interpellato con il telefono satellitare direttamente dai migranti in viaggio sui barconi nel Mediterraneo e che ha raccolto le testimonianze dei parenti delle vittime –, il barcone, con a bordo oltre 250 profughi subsahariani e siriani, si è ribaltato venerdì al largo della costa libica. Stessa versione è stata fornita da Rami Abdo, dell’Osservatorio euro mediterraneo per i diritti umani, citato dalla stampa libica. La Mezzaluna rossa aveva annunciato di aver salvato una ottantina di migranti venerdì scorso e di aver recuperato dieci cadaveri in mare. Ieri la corrente ha portato a riva gli altri corpi. Intanto, fonti della Commissione Ue annunciano la partenza a novembre dell’operazione Triton. Gestita da Frontex, l’Agenzia europea per il controllo dei confini esterni, agirà a supporto, e non in sostituzione, della missione umanitaria italiana. Mare Nostrum. Costerà 2,9 milioni al mese. L’Italia, secondo Bruxelles, dovrà continuare a operare nelle operazioni di ricerca e salvataggio delle carrette del mare. L’Ue metterà a disposizione due aerei, una motonave e altre due imbarcazioni più piccole, mentre Roma fornirà una motonave e una motovedetta. I mezzi navali potranno spingersi con il pattugliamento fino a 30 miglia dalle nostre coste, ben oltre, dunque, il limite delle acque ricadenti nel territorio italiano. Gli immigrati soccorsi o intercettati dovranno essere sbarcati in Italia, condizione posta dai Paesi membri per partecipare all’operazione europea. (V. Sal.)



