Roma – Un appello congiunto al governo e all’Ue perché l’Italia fermi i respingimenti di migranti che potrebbero avere diritto all’asilo, come sta accadendo in questi giorni verso la Grecia o l’Egitto. Lo lanciano Terre des hommes, Medici senza frontiere, Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione) e Campagna LasciateCIEentrare, ricordando che la Corte europea per i diritti dell’uomo ha recentemente condannato il governo italiano per i respingimenti collettivi attuati dalle autorità frontaliere italiane nei porti dell’Adriatico. Il 29 ottobre sono stati respinti in Grecia al porto di Ancona 16 persone di cittadinanza siriana, iraniana e irachena imbarcati su traghetto, nascosti tra le ruote dei tir. Solo 5 sono stati ammessi alla procedura d’asilo. Anche 50 egiziani di 329 persone sbarcate a Pozzallo sono stati respinti. “Queste procedure semplificate di respingimento collettivo – denunciano le organizzazioni -, privano i migranti dei più elementari diritti di difesa e di informazione, in quanto, al di là della stessa possibilità di formalizzare una richiesta d’asilo, priva le persone della possibilità di far valere qualsiasi altra causa ostativa rispetto al respingimento immediato e si pone in totale contrapposizione con le disposizioni europee”. Le organizzazioni evidenziano che questi respingimenti verso Grecia, Libia, Egitto e Turchia “rischiano di moltiplicarsi anche quale conseguenza del termine dell’operazione Mare Nostrum”. (SIR)



