Istat: i matrimoni misti diminuiscono in Italia

Roma – I matrimoni in cui almeno uno dei due sposi è di cittadinanza straniera sono in diminuzione. Infatti, dopo il recupero del 2012, scendono di nuovo tornando al livello di circa 26 mila (pari al 13,4% delle nozze celebrate nel 2013).
Il dato emerge dal Report sui matrimoni in Italia diffuso oggi dall’Istat. 
Nel nostro Paese, nel 2013, per la prima volta, secondo l’Istituto di Statistica, il numero dei matrimoni scende sotto quota duecentomila. Sono stati infatti celebrati in Italia 194.057 matrimoni (13.081 in meno rispetto al 2012). Ancora un forte calo, dunque, in linea con l’accentuarsi della tendenza alla diminuzione in atto dal 2008: circa 53 mila nozze in meno negli ultimi 5 anni (pari a oltre un quinto delle celebrazioni del 2008). I matrimoni misti, cioè quelli in cui un coniuge è italiano e l’altro straniero, ammontano a 18.273 nel 2013. La tipologia prevalente è quella in cui è la sposa ad essere di cittadinanza straniera: 14.383 nozze (il 78% di tutti i matrimoni misti). Gli uomini italiani che nel 2013 hanno sposato una cittadina straniera hanno nel 19,2% dei casi una moglie rumena, nel 11,0% un’ucraina e nel 6,2% una brasiliana. Nel complesso, una sposa straniera su due è cittadina di un paese dell’Est Europa. Le donne italiane che hanno sposato un cittadino straniero, invece, hanno scelto più spesso uomini provenienti dal Marocco (13,7%), dall’Albania (9,2%) e dalla Tunisia (6,3%). Complessivamente, in questa tipologia di coppia – sottolinea l’Istat – quasi tre sposi stranieri su 10 sono cittadini di un paese africano. Un altro 20% è rappresentato, invece, da cittadini dell’Europa Nord-occidentale o degli Stati Uniti. La frequenza dei matrimoni con almeno uno sposo straniero è notoriamente più elevata nelle aree in cui è più stabile e radicato l’insediamento delle comunità straniere, cioè al Nord e al Centro. In questa parte del Paese quasi un matrimonio su cinque ha almeno uno sposo straniero, mentre al Sud e nelle Isole si registrano proporzioni pari rispettivamente al 7,0% e al 6,7% del totale delle nozze.
I casi in cui entrambi gli sposi sono stranieri sono stati, nel 2013, 7.807 e continuano a rappresentare una minoranza (il 3,8% dei matrimoni totali) e si riducono di molto quando si considerano solo quelli in cui almeno uno dei due sposi è residente in Italia (4.587 nozze in totale). Il nostro Paese esercita, infatti – sottolinea il Report dell’Istat un’attrazione per numerosi cittadini provenienti soprattutto da paesi a sviluppo avanzato, che lo scelgono come luogo di celebrazione delle nozze.
I più diffusi sono i matrimoni tra rumeni5 (952 matrimoni nel 2013, pari al 20,8% del totale dei matrimoni tra sposi stranieri residenti), seguiti da quelli di nigeriani (442 nozze, il 9,6%) e da quelli di cinesi (376 matrimoni, l’8,2%). All’opposto alcune comunità immigrate, altrettanto numerose, si sposano in Italia meno frequentemente, come ad esempio nel caso dei cittadini marocchini o albanesi.
Le ragioni di questi diversi comportamenti nuziali vanno ricercate, “verosimilmente”, nei progetti
migratori e nelle caratteristiche culturali proprie delle diverse comunità. In molti casi i cittadini immigrati si sposano nel paese di origine e i coniugi affrontano insieme l’esperienza migratoria, oppure si ricongiungono nel nostro Paese quando uno dei due si è stabilizzato.