Roma – I fatti di Tor Sapienza “ci ricordano che noi uomini di Chiesa dobbiamo essere sempre veicoli conciliatori, di dialogo e confronto, anche con chi vive concretamente sul territorio e si sente spesso trascurato e abbandonato. E questo succede spesso, oggi, nella periferia romana”. Lo afferma il direttore dell’Ufficio Migrantes di Roma, mons. Pierpaolo Felicolo commentando i recenti episodi che hanno coinvolto la popolazione e gli immigrati del quartiere Tor Sapienza di Roma. “La protesta dei cittadini di quel quartiere – ha aggiunto il sacerdote in una intervista alla Radio Vaticana -. penso nasca prima di tutto dalla mancanza di servizi, strutture e da un bisogno di essere ascoltati. Spesso, chi è in questa situazione pensa che per essere ascoltato deve alzare la voce, protestare. Invece, le istituzioni dovrebbero ascoltare sempre questa gente, dovrebbe esserci un’interlocuzione positiva con queste realtà per capirne i bisogni e stabilire un dialogo con chi, come questi immigrati, proviene da altri luoghi”. Mons. Felicolo ha ricordato le parole di Papa Francesco di domenica scorsa: il Papa – ha ribadito “una priorità della Chiesa: innanzitutto l’accoglienza dei migranti, che per noi sono una risorsa. La Chiesa lavora sul territorio per accogliere, creare momenti di incontro e di confronto e per accompagnare tante persone nel percorso della migrazione”. “Il Papa – prosegue Felicolo – ha poi sottolineato l’importanza dell’incontro. E’ una realtà che io vivo quotidianamente a contatto con le comunità straniere della Capitale. Incontrarsi, stabilire rapporti di amicizia, fa superare paure, barriere, pregiudizi, conflittualità. A Roma ci sono tante badanti, tanti lavoratori dell’industria, tanti bambini nelle scuole, che, pur essendo migranti, si sono integrati bene. L’incontro crea amicizia, fa scoprire tante cose comuni, ci fa arricchire della loro diversità. Non è retorica, esperienza concreta, vissuta sul campo”.



