Tor Sapienza: lettera dei parroci

Roma – “Cittadini e immigrati, con i rappresentanti delle istituzioni, possono incontrarsi, anche in una sala della parrocchia, e parlare insieme della situazione”. L’invito di Papa Francesco, all’Angelus di domenica in piazza San Pietro, e più di uno stimolo per le parrocchie del quartiere romano di Tor Sapienza: e l’indicazione a impegnarsi in modo concreto, a dare il buon esempio cristiano. “Ascoltiamo sempre attentamente le parole del Papa, le sue indicazioni, soprattutto il suo esempio – spiega all’Osservatore Romano padre Angelo Casertano, vicario parrocchiale di Nostra Signora di Częstochowa, affidata alla congregazione benedettina silvestrina e guidata da padre Nerino Francesco Zambon. La chiesa e in largo Augusto Corelli, a qualche chilometro di distanza dal centro di accoglienza di viale Giorgio Morandi. Delle tensioni si e sentita solo l’eco ma l’argomento e stato al centro delle riflessioni con i fedeli. Padre Angelo tiene a sottolineare che la parrocchia e da tempo operativa sul terreno dell’ascolto, del dialogo. E non potrebbe essere altrimenti in una realtà dove italiani e immigrati vivono a stretto contatto di gomito, condividendo situazioni di difficoltà e disagio: “Qui ci sono tante famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, gente che dorme in macchina, tre bimbi rom che vivono con i genitori in un furgone parcheggiato non lontano dalla chiesa. Il centro della Caritas si da un gran da fare, prende iniziative secondo le esigenze e l’input del Vicariato. Noi sacerdoti cerchiamo il più possibile di coinvolgere i fedeli, di sensibilizzarli alla condivisione, alla solidarietà, verso i più poveri, verso gli ultimi”. Il vicario ricorda la collaborazione fra i parroci della zona, l’impegno condotto — da oltre dieci anni — anche all’interno del vicino centro culturale di Casale Caletto, con la partecipazione di romani e stranieri. E ricorda la visita di Francesco, il 1° dicembre 2013, nella parrocchia di San Cirillo Alessandrino, situata proprio in viale Morandi, a pochi passi dal centro per immigrati, dove si sono registrati i momenti di maggiore tensione. “La vita è un cammino per incontrare Gesù” disse il Papa, esortando i fedeli a essere coraggiosi, a non avere paura. Quell’invito e stato raccolto, a San Cirillo Alessandrino come nell’altra parrocchia di zona, Santa Maria Immacolata e San Vincenzo de’ Paoli, affidata alla congregazione della Missione, i lazzaristi. Il parroco, padre Antonio Di Santo, ci parla di un volontariato attivo, costituito da giovani e meno giovani, di un’attenzione verso i più deboli che è sempre esistita, di una realtà della periferia romana, dove i bisogni a volte esasperano i rapporti. Sulle polemiche, sull’incastro anche politico “originato dalle tensioni fra romani, immigrati e rom invita tuttavia alla prudenza, a non enfatizzare lo scontro. La missione si compie sul terreno e, soprattutto, in silenzio.(Osservatore Romano)