Sbarchi: altri arrivi e morti

Milano – Sbarcano ancora, a centinaia. E sale anche la paura, perché ieri ci sono state otto richieste di soccorso, ma i natanti non sono stati trovati. Si temono altre stragi, come quella raccontata ieri dai migranti superstiti di un affondamento con almeno 40 morti. Erano in 135, sono arrivati in meno di 100 a Catania. E hanno raccontato un film già visto. Il gommone che si avvicina alla nave della ‘salvezza’, i passeggeri che si agitano provocando un incidente: alcuni restano schiacciati e annegano in pochi centimetri d’acqua accumulata nel fondo del natante, altri cadono in mare, anche nel tentativo di afferrare le cime. È la ricostruzione fornita alla polizia di Catania, dove sono arrivati con la motonave maltese ‘Zeran’, approdata con 197 migranti vivi e 5 cadaveri. Tra i superstiti anche 28 donne e 40 minorenni, 37 non accompagnati. A fornire le prime cifre è Save the Children, dopo avere parlato con dei sopravvissuti, rivelando che i gommoni soccorsi erano due: su uno c’erano 105 persone che si sono salvate tutte. Sull’altro 197, compresi i corpi dei cinque migranti issati a bordo oramai in fin di vita. «Ci sarebbe stata un’esplosione o il gommone si è sgonfiato, certo è che ha avuto problemi – riferisce Giovanna Di Benedetto, di Save the Children, basandosi sui racconti dei superstiti – e alcune decine di persone sarebbero cadute in mare. Secondo una prima stima, si parla di oltre 40 morti». Di «un numero elevato di vittime e dispersi » parla anche la Procura di Catania, che però non dà alcuna cifra: «Per il momento è prematuro – spiega il procuratore Giovanni Salvi – aspettiamo di sentire il maggior numero di testimoni possibili». Intanto ieri sono partite otto richieste di aiuto da differenti telefoni satellitari, ma ancora in serata i barconi non sono stati individuati. I trafficanti starebbero ripristinando anche rotte dimenticate, come quella dall’Algeria. E due scafisti algerini, responsabili di aver trasportato un gruppo di migranti in Sardegna, sono stati fermati dalla Polizia. L’accusa per i due soggetti, che hanno dichiarato di essere minorenni, è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Due tunisini e un libico sono invece stati fermati dalla polizia perché ritenuti gli scafisti delle due imbarcazioni, con a bordo complessivamente 870 migranti, sbarcati due giorni fa nel porto di Pozzallo. Erano stati soccorsi dal rimorchiatore Asso 29. Tra loro anche 103 donne, 50 minorenni e una neonata. È la prima volta che un libico è fermato dalla squadra mobile di Ragusa con l’accusa di essere uno scafista: da solo era alla guida di un natante con 350 persone a bordo. A destare preoccupazione sono anche le condizioni di salute di chi sbarca. Ieri sono stati accompagnati nel centro di accoglienza ‘Umberto I’ di Siracusa 167 migranti, di nazionalità eritrea, che hanno contratto scabbia e varicella. Il trasferimento dalla tendopoli, ricavata nell’area del porto commerciale di Augusta (Siracusa). «Ci sono anche dei minori – spiegano le autorità sanitarie – ma non ci sono pericoli di contagio. Seguiranno, come da protocollo, un trattamento e riteniamo che la situazione tornerà alla normalità nel giro di pochi giorni».

L’ambasciatore libico in Italia in rappresentanza del governo di Tobruk, ha paventato il rischio di infltrazione dell’Is tra i migranti. Tesi sostenuta anche da una fonte Hezbollah. Ma fino ad ora non sono emersi riscontri. (Nello Scavo – Avvenire)