Reggio Emilia: seminario su “Multilinguismo e sviluppo delle identità culturali nella prima infanzia”

Reggio Emilia – La percentuale di residenti stranieri (intesa come popolazione residente con cittadinanza non italiana) sul totale dei residenti in Italia, al 1 gennaio 2014, era pari all’8,1%. Varia in misura significativa lungo due dimensioni: geografica e anagrafica. Tra i bambini con meno di 6 anni, l’incidenza dei residenti con cittadinanza straniera è massima (oltre un bambino su cinque) in Emilia Romagna (22,3%), Lombardia (20,8%) e Veneto (20,2%). Nell’arco del decennio (2004-2014), la quota di residenti stranieri è andata aumentando ovunque, di quasi 5 punti percentuali a livello medio nazionale. Tra i bambini con meno di 6 anni, l’incidenza è aumentata di 8,3 punti percentuali (di 8,6 tra i più piccoli di età 0-2 anni), con picchi di incremento oltre i 10 punti percentuali in Emilia Romagna (+11,8 punti), Liguria (+11,3), Lombardia (+11,1), Veneto (+11) e Piemonte (+10,6). Sono alcuni dei dati che hanno fatto da sfondo al sesto seminario del progetto Tfiey Transatlantic Forum on Inclusive Early Years, su “Multilinguismo e sviluppo delle identità culturali nella prima infanzia” che si è concluso ieri a Reggio Emilia, su iniziativa della  Compagnia di San Paolo in collaborazione con Fondazione Zancan e le altre fondazioni coinvolte nel progetto: Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Fondazione “Con il Sud”. “Obiettivo del seminario – specifica Marzia Sica della Compagnia di San Paolo – è confrontarsi su vantaggi e svantaggi degli attuali modelli di educazione, sulle strategie di multilinguismo e/o prassi per promuovere la cultura, l’identità e l’integrazione, sulle politiche e risorse necessarie per supportare lo sviluppo dell’identità multiculturale nei bambini e nelle famiglie”. Le analisi della Fondazione Zancan mostrano che l’aumento della spesa sociale non è correlato all’aumento della popolazione immigrata ma ai bisogni dell’intera popolazione. In particolare le politiche multiculturali non influiscono sull’aumento della spesa e, anzi, la rendono produttiva in chiave futura. “La regione che ha registrato l’aumento più significativo della spesa sociale pro capite (la Sardegna), ha avuto il minore incremento di popolazione immigrata, e risulta avere una propensione medio-bassa all’adozione di politiche multiculturali – spiega Cinzia Canali, ricercatrice della Fondazione Zancan -; la Provincia Autonoma di Bolzano, che ha il più alto indice di propensione all’adozione di politiche multiculturali e un discreto aumento della popolazione immigrata, ha avuto il minor incremento di spesa sociale, con tassi positivi di sviluppo”.