UE: mai usato il termine quote

Bruxelles – L’agenda della Commissione europea sull’immigrazione si fonderà sul principio della redistribuzione obbligatoria dei richiedenti asilo che arrivano in Europa. La proposta, però, spiegano fonti europee, alla vigilia della riunione del collegio dei commissari che approverà il testo dettagliato dell’agenda per la gestione dell’immigrazione, non ha mai indicato un sistema di quote sull’accoglienza dei richiedenti asilo ma percentuali di distribuzione sulle quantità di profughi previsti in arrivo. E la Commissione non ha mai detto che il sistema di redistribuzione dovesse essere retroattivo. “La parola quote non è mai stata usata nel testo” dell’agenda della Commissione sull’immigrazione, spiega una fonte europea. Una quota, spiega la fonte, indicherebbe “un numero fisso” di richiedenti asilo da accogliere e “noi non vogliamo limitare il loro accesso in Europa”. Oggi l’esecutivo UE deciderà i Paesi beneficiari dei trasferimenti dei richiedenti asilo in arrivo, che dovrebbero essere Italia, Grecia e Malta. La redistribuzione dovrebbe riguardare 40 mila persone, di cui 24 mila dall’Italia, cifra che però resta “previsionale e indicativa” e che potrà “essere aggiornata in casi specifici”. E, in ogni caso, “non è mai stato detto che la cifra dovesse essere retroattiva”, continua la fonte. Le percentuali di distribuzione verranno invece cambiate rispetto alla prima proposta della Commissione, perché si toglieranno dal calcolo i Paesi beneficiari e si aggiungerà l’Irlanda, che ha deciso di partecipare al sistema. Non cambiano, invece, i criteri delle percentuali di distribuzione. La Commissione ha proposto di calcolare le quote per ogni Paese tenendo conto per il 40% del Pil, per un altro 40% della popolazione e per un 10% ciascuno della disoccupazione e dello sforzo che i Paesi hanno già effettuato per ospitare i migranti. Inoltre verranno decise le nazionalità dei profughi che beneficeranno della redistribuzione, in base alla percentuale con cui le domande di asilo vengono accolte, criterio che privilegia eritrei e siriani. Infine, si spiega, ad approvare l’agenda immigrazione non sarà il vertice dei leader europei del 25 e 26 giugno ma il Consiglio Affari interni del 16 giugno. “Sull’immigrazione non è facile e non sarà facile. Non c’è una bacchetta magica che da un giorno all’altro risolva il problema, saremmo in malafede se lo dicessimo. Non è un’emergenza, è un cambiamento strutturale che dobbiamo attrezzarci per gestire” ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera UE Federica Mogherini.