Roma – “Come Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo Scalabriniane – in forza della vocazione ricevuta nella Chiesa senza frontiere, Madre di tutti – desideriamo ricollocare il migrante al centro della nostra identità missionaria”. Lo ha detto ieri suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale della Congregazione delle Suore missionarie di San Carlo Borromeo Scalabriniane in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. “Riconosciamo – ha aggiunto – il migrante e il rifugiato icona della nostra spiritualità e identità per questo resistiamo ai confini che impediscono di condividere la speranza di una vita migliore che annacquano la compassione facendo perdere la lucidità di un servizio evangelico, che bloccano la creatività nel compiere gesti di carità”. Il beato Giovanni Battista Scalabrini, Padre dei Migranti, la beata Assunta Marchetti, “tenera madre per i migranti e gli orfani siano i protettori di ogni uomo e donna che – ha concluso suor Mariano – impoverendosi di relazioni e rischiando la vita scelgono di lasciare la propria terra per vivere. La Chiesa sia Madre per loro”.



