Dubai – Una statistica dell’ONU del 2013 stimava che gli Emirati Arabi si posizionassero al 5° posto tra i paesi con il maggior numero di migranti con 7.8 milioni (su un totale di circa 9.5 milioni di persone). Gli immigrati, provenienti dall’India, Bangladesh, e Pakistan, coprono oltre il 90% della forza lavoro del paese che si affida in maniera pressoché totale al lavoro straniero per sostenere la crescita economica e gli alti standard di vita. Il governo nel 1971 ha introdotto un programma per i lavoratori temporanei – lo Kafala Sponsorship System – che permette l’assunzione di migranti lavoratori. I cattolici sono oggi circa 2 milioni e dal lontano 1888, quando il Vicariato Apostolico di Arabia è stato fondato, sono i padri Cappuccini (http://saintmarysdubai.org/) a guidare la comunità di fedeli. Il Vicariato, dal 2011 diviso in due, quello del Nord e quello del Sud, comprende anche il Bahrain, l’Arabia Saudita, l’Oman, il Qatar, il Kuwait e lo Yemen. Con l’aumentare dei fedeli cattolici i sacerdoti sono diventati circa 100, provenienti da vari istituti religiosi o diocesi, assieme ad 80 religiose ed a centinaia di catechisti volontari che, con loro, svolgono la pastorale tra i sempre più numerosi cattolici migranti. Le autorità degli Emirati, di Oman e Yemen si sono mostrati ad oggi persone di buon volere, permettendo ai credenti cattolici di praticare liberamente la propria fede. Ora tocca agli scalabriniani sbarcare in questa parte di mondo, pronti a servire i migranti e i marittimi che giungono nella penisola arabica. P. Olmes Milani, con alle spalle missioni in Argentina, Stati Uniti, Canada e Giappone sarà colui che darà il via, in questo fine gennaio, ad una nuova avventura che, come ha scritto lui stesso in questi giorni, ha l’obiettivo di “collaborare nella costruzione del Regno del Padre nel Medio Oriente”.



