Soverato – Come ogni anno, ormai da più di un secolo, nel mese di gennaio la Chiesa ricorda a se stessa ed alla società la situazione dei migranti e dei rifugiati, cioè di tutte quelle persone che, per motivi vari e scelte di vita quasi sempre drammatiche, lasciano il proprio paese per stabilirsi in un altro, che non sempre riesce a diventare o essere per loro casa accogliente. La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, è stata celebrata anche quest’anno nella diocesi di Catanzaro-Squillace, organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes, nella parrocchia Santa Maria Immacolata di Soverato, sede scelta anche perché quest’anno ricorre il bicentenario della nascita di Don Bosco. La celebrazione della Messa, animata e curata dalla comunità parrocchiale con l’ausilio di una nutrita e bella corale, è stata presieduta dall’arcivescovo mons. Vincenzo Bertolone, con la presenza di numerosi presbiteri: don Piero Puglisi, direttore dell’Ufficio Migrantes; mons. Giuseppe Silvestre, vicario episcopale per la zona sud dell’arcidiocesi, mons. Gregorio Montillo, vicario episcopale per la zona di Soverato; don Michele Fontana, vicario foraneo della forania di Soverato, don Pasquale Rondinelli, salesiano, parroco della parrocchia Maria Immacolata, don Gino Martucci direttore della comunità salesiana di Soverato, p. Umberto Papaleo, vicario episcopale per la vita consacrata, altri sacerdoti, tra cui diversi stranieri che prestano servizio in diocesi, diaconi, religiosi e religiose (soprattutto straniere). Molti erano anche i migranti, invitati per l’occasione, che dopo la celebrazione si sono trattenuti con l’arcivescovo, nei locali adiacenti per un momento di fraternità, di convivialità e di saluti. Presenti anche numerosi operatori sociali e volontari impegnati nel settore dell’immigrazione. Prima della Messa, Sandro Lapenna (responsabile del Settore Immigrazione della Fondazione Città Solidale) ha sinteticamente presentato la problematica degli immigrati sul territorio, soprattutto ricordando quanto si fa con loro e per loro nella diocesi. Attualmente la Fondazione Città Solidale accoglie nelle sue strutture, in regime residenziale, 70 stranieri, tra uomini e donne, adulti e minori. Oltre all’accoglienza, vi sono poi percorsi d’inclusione lavorativa (con la promozione di borse lavoro o di Tirocini Formativi) ed attività formative (corsi di alfabetizzazione per adulti e minori; supporto all’inserimento scolastico). Vi è inoltre un’attività di segretariato sociale a favore degli immigrati che offre gratuitamente assistenza fiscale, legale, supporto per le pratiche di regolarizzazione, un servizio di mediazione interculturale. Attraverso l’Ufficio Migrantes e la Fondazione Città Solidale, vi è inoltre un’attenzione alla politica del territorio (sia locale, che nazionale) per tenere desta la vigilanza sulle tematiche di integrazione ed essere presenti là dove si propongono le linee programmatiche di intervento. Mons. Bertolone ha ricordato come la Giornata Mondiale sia stata istituita più di un secolo fa da San Pio X, in un’epoca in cui l’Italia non era terra di immigrazione, ma di emigrazione, per sottolineare appunto la drammatica condizione degli italiani che erano costretti a lasciare la loro terra per avere una vita migliore. Oggi è cambiata la direzione, ma resta la problematica e l’esigenza di un’accoglienza, che per la comunità cristiana è direttamente collegata al principio evangelico, per il quale nel volto dello straniero è presente lo stesso volto di Cristo. In un periodo storico in cui è quanto mai attuale il rischio di derive razziste o di integralismi più o meno assolutizzanti, è dunque più che mai urgente ritornare alle radici evangeliche dell’accoglienza, per elaborare e percorrere itinerari di autentica integrazione e per contribuire a costruire una società veramente multietnica e multiculturale.



