Roma – Aumentare le risorse destinate a Frontex in modo da avere una maggiore organizzazione della guardia di frontiera non rappresenta “la soluzione dei problemi inerenti ai migranti forzati che provengono da aree e situazioni di conflitto”. Lo afferma padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, organismo che coordina le iniziative dei gesuiti per gli immigrati in Italia. Il religioso ritiene sia stata un errore, dopo la chiusura di Mare Nostrum, “il cui obiettivo era quello di togliere i migranti forzati dalle mani dei trafficanti, salvare vite umane”, affidare la questione ad “una agenzia internazionale che invece ha il controllo delle frontiere”. Infatti, spiega il religioso ai microfoni di Radio Vaticana, “controllando le frontiere, facendo dell’Europa una fortezza, non si risolvono e non si riducono i flussi di persone che arriveranno o tenteranno di arrivare in Europa”.



