Card. Sepe nella Festa dei Popoli: affratellati dalla stessa fede

Napoli – La Napoli dei “mille culture” ha reso omaggio, ieri mattina, in Cattedrale, attraverso le parole del cardinale arcivescovo Crescenzio Sepe, al musicista napoletano Pino Daniele. Nella giornata dedicata alla festa dei popoli, Sepe ricorda come “l’integrazione sia stata alla base delle canzoni del musicista partenopeo e come egli abbia saputo cogliere le tante ricchezze della nostra città”. Quelle tante “ricchezze” che l’Ufficio diocesano Migrantes, diretto da don Rosario Borrelli, ha cercato di coinvolgere in una celebrazione di colori, balli e canti. Così le diverse comunità – polacca, cingalese, filippina, africana anglofona, etiope eritrea – hanno danzato per l’intronizzazione

 
del Vangelo con i loro costumi tipici; letto le preghiere dei fedeli nelle lingue dei loro paesi di provenienza; cantato le melodie delle loro terre. “Come i Magi, siamo venuti da diversi luoghi – ha detto l’arcivescovo – per adorare Colui che si è fatto uomo per portare la salvezza a tutti gli uomini. Ed oggi è la festa di tutti noi perché, pur provenienti da culture, lingue, costumi diversi, ci sentiamo affratellati dalla stessa fede e dall’amore per Cristo”. “L’incontro dei Magi con Gesù – ha aggiunto Sepe – è un Vangelo di fede; essi non vedono nulla di grande, ma solo un povero Bambino. Lo stesso hanno fatto i pastori, persone di nessuna importanza sul piano sociale, mentre i re, i suoi nobili, si tengono lontani”. “Chi riconosce Gesù sono solo i poveri, i miserabili, i pagani – ha fatto notare il cardinale –. Gesù è sempre il Bambino povero del presepe che prende su di sé la nostra miseria e i nostri dolori”. Terminata la celebrazione religiosa, trecento bimbi di nazionalità diversa hanno ricevuto doni dal presidente provinciale del Movimento cristiano lavoratori Michele Cutolo e dai rappresentanti dell’Ordine di Malta. (Rosanna Borzillo – Avvenire)