Sanremo – In ogni appuntamento tante persone hanno avuto la possibilità di pregare e di riflettere sul simbolo che questa Croce rappresenta: sofferenza e speranza, dolore e accoglienza, diversità e amore Dopo più di un mese dal primo appuntamento che ha avviato la presenza della “Croce di Lampedusa” nella diocesi ligure è tempo di fare un piccolo bilancio sull’esperienza, che ha unito la realtà locale a tante altre presenti in Italia. Centinai di persone, infatti, hanno potuto pregare davanti alla Croce che domenica 25 gennaio è stata consegnata alla parrocchia di Palosco (Bg). Su richiesta della Fondazione Casa dello spirito e delle Arti la Croce è stata realizzata da un falegname di Lampedusa utilizzando il legno dei barconi provenienti dalla Libia e arenati sulle coste dell’isola. La Croce è stata poi benedetta da Papa Francesco il 9 aprile 2014 e, in quell’occasione, il Pontefice ha pronunciato le parole “Portatela ovunque”, da cui l’idea di dare proprio questo nome al viaggio della Croce. Sta percorrendo diverse tappe lungo tutta l’Italia per portare, con la sua presenza, testimonianza e armonia tra le comunità, le città, le parrocchie, le fedi, le culture. Con questo spirito domenica 25 gennaio la Diocesi di Ventimiglia-Sanremo ha portato la Croce alla parrocchia di Palosco (Bg) tappa successiva del viaggio. Lo scambio si è realizzato durante la messa alla quale hanno partecipato, provenienti da Lampedusa, anche le suore della Congregazione dei Poveri di don Morinello, inviate sull’isola da Papa Francesco. Nel mese trascorso in diocesi la Croce di Lampedusa è stata ospitata in Parrocchie, comunità, Associazioni e durante le veglie ecumeniche di Albenga e Sanremo. Il primo appuntamento è stato il 16 dicembre scorso presso la Marina di San Giuseppe a Ventimiglia con la commemorazione dei migranti e rifugiati morti nel Mediterraneo. Alla serata, ricordiamo, hanno partecipato la Comunità Religiosa Islamica (CO.RE.IS.) Italiana, il parroco della Chiesa ortodossa rumena Padre Claudio Mihai, dei vescovi delle diocesi di Ventimiglia – San Remo Mons. Antonio Suetta, di Monaco Mons. Bernard Barsi e di Nizza Mons. Andrè Marceau. Dopo la novena di Natale, animata dalla corale diocesana, la serata si è conclusa con la testimonianza di Abu Bakr, richiedente asilo proveniente dal Mali, che ha raccontato la storia del suo viaggio per raggiungere l’Italia, luogo di speranza e di pace. L’ultimo è stato a Sanremo il 24 gennaio in occasione del saluto alle Suore Ausiliatrici del Purgatorio che hanno donano alla Diocesi il loro convento per l’accoglienza dei rifugiati e per le attività della Caritas. In ogni appuntamento tante persone hanno avuto la possibilità di pregare e di riflettere sul simbolo che questa Croce rappresenta: sofferenza e speranza, dolore e accoglienza, diversità e amore. (Chiara Musa – Riviera24)



