Minori stranieri: 3.500 spariti nel nulla

Palermo – Sfruttati, abusati, ingaggiati dalle organizzazioni criminali che operano sul territorio nazionale. È la sorte che attende i ragazzini stranieri che, dopo essere giunti sulle coste italiane, fanno perdere le proprie tracce. Sono quasi 3.500 i minori stranieri non accompagnati “scomparsi” alla data del 31 gennaio 2015, praticamente oltre un ragazzo su quattro (26%) dei 13.369 minori sbarcati in Italia e segnalati, secondo i dati più recenti in possesso del ministero delle Politiche sociali. Incrociando le statistiche con quelle della questura di Palermo, il fenomeno risulta ancor più allarmante: dei 561 minori giunti in porto a Palermo da maggio a dicembre 2014 ben 405 si sono allontanati, in particolare gli eritrei. I minori stranieri “invisibili” sono candidati a cadere nella rete di potenziali sfruttatori, un fenomeno su cui non esiste un sistema statistico globale e di cui si riesce a percepire la gravità incrociando dati parziali in possesso delle forze dell’ordine, dei ministeri, delle Ong. I flussi migratori, con le conseguenze di tratta e sfruttamento di esseri umani, sono stati al centro del forum organizzato all’Istituto penale per i minorenni di Palermo dall’Opera Don Calabria con la collaborazione del Ciss. Per far luce su questa emergenza e studiare strategie di prevenzione e contrasto, è nato il progetto “Catch & Sustain”, avviato con fondi europei da otto stati, tra cui l’Italia, i cui risultati sono stati presentati dall’Opera Don Calabria. Ne esce una totale indeterminatezza del fenomeno, con numeri sottostimati in assenza di una banca dati. Per esempio, Save the children informa che nel 2014, in Italia, sono state assistite 1451 vittime di tratta di cui 88 minori. Secondo Eurostat, nel triennio 2010-2012 nel Belpaese sono state identificate 6572 vittime, pari al 22% del totale nell’Ue. Ma nei fascicoli dei magistrati diventano “fantasmi” per mancanza di una legge. “La tratta – afferma Concetta Sole, presidente del Tribunale per i minori di Palermo – è un fenomeno invisibile, soprattutto al Sud. Abbiamo normative non adeguate e che poco si adattano a qualità e quantità dei minori stranieri. I servizi sociali del comuni faticano a occuparsene”. (Alessandra Turrisi – Avvenire)