Agrigento – “Il digiuno, se diventa carità, pulisce il cuore e gli occhi, e fa riconoscere il volto di Cristo nei fratelli vicini e lontani, poveri e bisognosi, affamati e assetati, nudi e senza tetto, malati e forestieri, carcerati ed emarginati, e anche coniugi, figli e genitori, colf, colleghi d’ufficio e compagni di scuola… Ma lo fa riconoscere anche nelle colonne di schiavi che i faraoni e gli Erode di oggi continuano a condannare alla fame e anche alla morte. Gli sbarchi nella nostra terra sono l’aperta denuncia delle tragedie legate al terrorismo, ai genocidi, agli attentati, ai disastri ecologici. E noi credenti, davanti a tutto questo, non possiamo restare spettatori. Né possiamo sentirci a posto con la nostra fede se pensiamo che questa gente (per qualcuno gentaglia) deve tornarsene indietro perché sono un inquietante disturbo”. Lo ha detto l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, presidente della Fondazione Migrantes, sottolineando che “rifiutarli e disprezzarli è rifiutare e disprezzare Cristo” che stenta “a capire come ci si possa definire buoni cristiani o impegnati operatori pastorali, se poi si nutrono sentimenti antievangelici o si resta indifferenti dinanzi a tanti fratelli immigrati”. Agli operatori pastorali che pensano così – ha aggiunto – consiglio, anche per coerenza personale, di sospendere il loro servizio nelle comunità. Il Vangelo o si accoglie e si annunzia tutto o non si è cristiani. Non possiamo essere noi a decidere di amare chi vogliamo o chi ci piace. Se desideriamo che qualcosa cambi dobbiamo iniziare a cambiare i nostri cuori”. (R.I.)



