Papa Francesco: i migranti non sono cittadini di seconda classe

Napoli –  “Se noi chiudiamo la porta agli immigrati, se noi togliamo il lavoro come lo chiamiamo questo. E’ corruzione. Una parola brutta perché la corruzione puzza”. Parole forti queste di papa Francesco pronunciate questa mattina a Scampia, nel suo primo appuntamento del viaggio a Napoli. Nel corso del suo intervento, in gran parte a braccio, è tornato più volte sul tema immigrati. Rispondendo proprio ad un immigrato che gli aveva rivolto il saluto chiedendo di essere assicurati che anche “loro che sono figli di Dio” ha detto: “voglio dirti: questa parola c’è, e non è scritta solo su un foglio, su un libro; è scritta nella carne, su un cuore, ha un volto e un nome: Gesù. Gesù è la Parola vivente che ci assicura che siamo figli di Dio, figli amati, voluti, non solo, anche figli salvati: salvati dal peccato che rovina questa relazione filiale, che ci ruba questa dignità e ci rende schiavi. Gesù è il Figlio Unigenito che ci fa pienamente figli del nostro Padre celeste”. I migranti – ha spiegato, non sono cittadini di seconda classe: “Dobbiamo far sentire 
loro che sono cittadini come noi, figli di Dio, migranti come noi, 
perché siamo tutti migranti, nessuno di noi ha dimora fissa in questa 
terra e tutti dobbiamo andare a trovare Dio, uno prima e l’altro dopo 
o come diceva quell’anziano vecchietto furbo, andate voi, io vado per 
l’ultimo: tutti dobbiamo andarci”, avverte Bergoglio. (Raffaele Iaria)