Roma – Il difficile contesto internazionale, gli allarmi continui che arrivano dai media, ma anche la preoccupazione per la crisi economica e l’aggravarsi delle tensioni sociali sono fattori che “rischiano di alimentare pregiudizi, valutazioni superficiali e allarmismi ingiustificati sulle migrazioni forzate e di portare a vere e proprie discriminazioni nei confronti degli stranieri e dei musulmani in particolare”. Ad affermarlo è il Centro Astalli che questa mattina ha presentato il Rapporto 2015. Promuovere un’informazione corretta e una maggiore consapevolezza e serenità rispetto a questi temi è da sempre – spiegano – l’obiettivo delle attività di informazione, sensibilizzazione e comunicazione del Centro Astalli, che nel 2014 hanno conosciuto un nuovo impulso. Oltre 24.000 studenti sono stati coinvolti nei progetti didattici sul diritto d’asilo e sul dialogo interreligioso in 13 città italiane e alcuni progetti specifici sono stati realizzati per moltiplicare le opportunità di incontro e di approfondimento a Roma e nel Lazio. A maggio 2014, più di 100 iscritti hanno partecipato al corso di formazione La protezione impossibile – L’accesso al diritto d’asilo in Europa, tre incontri nei quali si è parlato delle politiche europee sull’asilo e della necessità di creare canali umanitari per permettere a quanti fuggono da guerre e persecuzioni di giungere in sicurezza in Europa, un tema che oggi, alla luce delle continue stragi di rifugiati nel Mediterraneo, si ripropone in tutta la sua urgenza. Al di là delle reazioni emotive, sarebbero doverose da parte dell’Unione Europea delle misure concrete per salvare tante vite innocenti. “La vera sicurezza può essere basata solo sulla giustizia e la riconciliazione”: questo è stato uno dei messaggi centrali del colloquio “Le frontiere dell’ospitalità”, con p. Adolfo Nicolás, preposito generale della Compagnia di Gesù, e p. Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, organizzato in occasione del XXXIV anniversario della fondazione del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, in collaborazione con l’ufficio internazionale del JRS.



