Card. Parolin: una collaborazione “più concreta” dell’Europa sull’accoglienza dei migranti

Città del Vaticano – Serve una collaborazione “più concreta” dell’Europa. Bisogna “creare le condizioni” nei Paesi di provenienza perché l’esodo si fermi e “costruire la pace con più dialogo”: lo dice questa mattina sul quotidiano “LaStampa” il segretario di Stato della Santa Sede rispondendo alle domande dei vaticanisti Andrea Tornielli e Giampiero Galeazzi. Parlando della tragedia di questi giorni il porporato sottolinea che si tratta di “una tragedia enorme. Negli ultimi anni si sono succeduti tantissimi episodi del genere, certo questo ha una dimensione che fa rabbrividire. Quante persone che cercavano la salvezza fuggendo da situazioni di povertà e di violenza, hanno trovato la morte in fondo al mare: è qualcosa che davvero spaventa. La mia reazione è un grande dolore”. “Questa ennesima tragedia  – spiega –  richiama la responsabilità di tutti, non possiamo rimanere indifferenti. Dobbiamo darci da fare: il Papa lo ricordava nel discorso di sabato al Presidente della Repubblica Mattarella, ringraziando l’ Italia per quanto ha fatto e dicendo che c’ è davvero bisogno di un coinvolgimento generale, soprattutto dell’ Europa”. Per il card. Parolin l’Europa “debba farsi carico di un problema che non è soltanto italiano o che lo è solo in prima battuta perché siamo i più vicini le coste africane, ma il fenomeno migratorio interessa tutti. Un Paese solo non è in grado di dare risposte soddisfacenti”.