Reggio Calabria – La tragedia della morte degli oltre novecento profughi nelle acque libiche ha “profondamente” scosso la coscienza della comunità cristiana. L’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, ha disposto che il convegno diocesano promosso dagli ufficio pastorali della Carità e della Liturgia in programma per domani fosse invece sostituito da un momento di preghiera per le vittime di questo orrore e per tutti coloro che fino ad oggi hanno perso la vita mentre cercavano salvezza lontano dalle proprie terre. Il momento di preghiera si svolgerà alle 18.00 nella Cappella Maggiore del Seminario Arcivescovile.
“Sale alta verso Dio la richiesta di perdono per tutte le indifferenze verso questi nostri fratelli.
È ancor più forte la voce, il grido di condanna di tutte le ingiustizie subite da tutti quegli uomini annegati nel silenzio del Mediterraneo”, si legge in una nota della diocesi.
Sarà una preghiera che “invochi misericordia per le anime che hanno perso la vita in mare; misericordia e clemenza per i carnefici che con violenza e odio costringono i loro poveri conterranei ad affrontare traversate senza sicurezza di approdo alla meta e precedentemente crudelmente torturati; misericordia per tutti coloro che hanno responsabilità internazionali nei soccorsi e rivelano indifferenze verso il sangue innocente di Abele; ma anche gratitudine grande a chi con generosità offre la propria vita per alleviare le sofferenze dei fratelli profughi”.
“La Chiesa – prosegue la nota della diocesi reggina – soffre per queste tragedie umanitarie, sente tutta la vergogna di un’umanità sorda alle grida di chi è costretto ad essere il Cristo esiliato, profugo, maltrattato, torturato e barbaramente ucciso e lasciato nell’oblio. Per questo, insieme alle molteplici opere di carità che lo Spirito Santo suscita e porta avanti, lo stesso Spirito unisce tutti i cristiani e li raduna in preghiera per implorare da Dio misericordia, giustizia, perdono e pace”. (R.Iaria)
“Sale alta verso Dio la richiesta di perdono per tutte le indifferenze verso questi nostri fratelli.
È ancor più forte la voce, il grido di condanna di tutte le ingiustizie subite da tutti quegli uomini annegati nel silenzio del Mediterraneo”, si legge in una nota della diocesi.
Sarà una preghiera che “invochi misericordia per le anime che hanno perso la vita in mare; misericordia e clemenza per i carnefici che con violenza e odio costringono i loro poveri conterranei ad affrontare traversate senza sicurezza di approdo alla meta e precedentemente crudelmente torturati; misericordia per tutti coloro che hanno responsabilità internazionali nei soccorsi e rivelano indifferenze verso il sangue innocente di Abele; ma anche gratitudine grande a chi con generosità offre la propria vita per alleviare le sofferenze dei fratelli profughi”.
“La Chiesa – prosegue la nota della diocesi reggina – soffre per queste tragedie umanitarie, sente tutta la vergogna di un’umanità sorda alle grida di chi è costretto ad essere il Cristo esiliato, profugo, maltrattato, torturato e barbaramente ucciso e lasciato nell’oblio. Per questo, insieme alle molteplici opere di carità che lo Spirito Santo suscita e porta avanti, lo stesso Spirito unisce tutti i cristiani e li raduna in preghiera per implorare da Dio misericordia, giustizia, perdono e pace”. (R.Iaria)



