Mons. Saviola: in ogni diocesi un operatore pastorale per lo spettacolo viaggiante

Roma – “L’evangelizzazione è la vocazione propria della Chiesa: vocazione essenziale, insostituibile, costantemente presente nelle sue scelte e finalità. E’ qui che dobbiamo trovare  il fondamento dell’impegno pastorale della Chiesa tra i fieranti e circensi, e nella trasmissione della fede a questo mondo si richiedono, metodologie adatte e chissà forse innovative”. Lo ha detto ieri sera mons. Piergiorgio Saviola, già direttore generale della Fondazione Migrantes parlando della pastorale per lo spettacolo viaggiante davanti agli oltre 50 persone partecipanti al corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” organizzato dalla Fondazione Migrantes (fino al 26 giugno).

Il Circo e il Luna Park – ha aggiunto il sacerdote – è un “ambiente ricco di vita, di dinamicità e di capacità d’influsso sulla mentalità odierna, soprattutto dei giovani circensi e fieranti che pilotano lo svago ed il divertimento, il tempo libero ed il riposo”. Per mons. Saviola lo Spirito “parla a noi anche attraverso quei segni dei tempi che riguardano alcune porzioni della nostra comunità umana” e il mondo dei circhi e dei luna park è parte “qualificata della società contemporanea non solo per le tradizioni antiche di tali strutture ma anche per l’aggiornamento che esse hanno ottenuto in fatto di presenza sempre vivace e sensibile nei ritmi della vita contemporanea, nella società dei consumi o nella società del lavoro”. Mons. Saviola ha insistito perché in ogni diocesi ci sia, accanto al direttore Migrantes, un persona o un gruppo di persone che si occupano pastoralmente dei questo mondo cercando di “capire la loro vita e inserirci in essa con la nostra presenza, con il nostro ministero”.

Mons. Saviola ha poi concentrato la sua attenzione sull’ “emigrazione” di molti dei circhi italiani a causa della crisi economica: tra questi molti nomi famosi come il Florilegio di Darix Togni, ll circo di Roberto Bellucci, Medrano etc.