Strasburgo – La Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI), organismo del Consiglio d’Europa, ha pubblicato i rapporti di monitoraggio e le conclusioni su diversi Paesi in merito “all’attuazione delle precedenti raccomandazioni e all’andamento generale della lotta contro il razzismo e la discriminazione”. “Nonostante diversi sviluppi positivi – segnala ECRI – restano ancora molte sfide da affrontare”. Ad esempio dal rapporto sull’Albania emerge che “l’incitamento all‘odio da parte di personalità politiche, l’assenza di sostenibilità e gli scarsi risultati dei programmi d’integrazione per i rom figurano tra le questioni più problematiche che devono essere affrontate” da Tirana. Rom e incitamento all’odio sono anche al centro del rapporto sull’Ungheria, il quale “pone in rilievo una violenza mirata contro rom, migranti, richiedenti asilo e rifugiati, nonché le dichiarazioni aperte anti-rom, antisemitiche, omofobe e xenofobe fatte dai leader del partito populista di destra”. Rapporti minori riguardano Andorra, Croazia, Danimarca, Svezia e Ucraina. Secondo ECRI, in Polonia “nonostante alcuni progressi, come la nuova legge contro la discriminazione e misure per rendere più efficaci le procedure giudiziarie nei casi dei crimini razzisti”, persistono delle criticità e, fra queste, viene rilevata “la crescita dei gruppi nazionalisti, il razzismo in occasione delle competizioni sportive e l‘intolleranza nei confronti delle persone Lgtb”. ECRI raccomanda dunque alle autorità polacche di procedere alla ratifica del Protocollo n° 12 alla Convenzione europea dei diritti dell‘uomo che prevede un divieto generale di discriminazione e sottolinea in particolare la gravità dei casi di discriminazione verso le persone Lgbt “anche da parte di eminenti personalità pubbliche”. I rapporti dell‘organismo CdE non mancheranno di suscitare reazioni nei Paesi interessati. (Sir Europa)



