Roma – “E’ inaccettabile che la politica europea ancora oggi stia perdendo tempo davanti a una situazione umanitaria che si trascina ormai da tempo. Migliaia, milioni di persone di Africa e Medio Oriente chiedono aiuto ai Paesi più ricchi che, invece, non decidono una politica comune. Quello condotto finora è un atteggiamento non concreto perché l’arena politica sta distruggendo le vite di migliaia di persone. Ci vuole, invece, un bando d’idee che possa portare le migliori a sviluppare in quei paesi percorsi di crescita. Ci vogliono nuove idee per aiutarli, altrimenti tutto si riduce da una parte a un mero assistenzialismo, dall’altra a minoranze rumorose che provano odio profondo per chi deve essere accolto”. Lo ha detto suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato che si è celebrata sabato scorso. “I movimenti, le associazioni, le congregazioni religiose, la Croce rossa, stanno lavorando molto per assistere questi uomini e queste donne che continuano ad arrivare da una costa all’altra del mar Mediterraneo per chiedere aiuto – ha aggiunto suor Neusa – Ma è impensabile vedere come gli Stati nazionali siano così frammentati quando invece sarebbe opportuno fare un ottimo lavoro di squadra per aiutare le nazioni più povere o instabili. Lo insegna la storia: un rifugiato è tale quando ci sono problemi politici e sociali che lo obbligano a essere. La comunità internazionale deve decidere subito azioni semplici ma chiare, a cominciare dall’opportunità che può venire dalla realizzazione di progetti di sviluppo e azioni concrete da fare nei Paesi da dove provengono. Se è vero che l’Europa è ricca agli occhi del mondo, lo sia non solo economicamente ma soprattutto di cuore”.



