Milano: dedicato all’immigrazione la rivista diocesana “Segno”

Milano – Un barcone di profughi in arrivo in un nostro porto, dopo essere scampato alle insidie del Mediterraneo lungo la rotta della speranza. È l’immagine che caratterizza la copertina del numero di giugno de Il Segno, il mensile della Chiesa ambrosiana, in distribuzione nelle parrocchie a partire da domenica prossima. Il titolo è eloquente: “Non possiamo respingerli». A esplicitarlo, nel servizio centrale della rivista, è Filippo Grandi, già Commissario generale dell’Onu per l’assistenza ai rifugiati palestinesi: “Abbiamo la responsabilità di fare tutto il possibile perché chi cerca rifugio non muoia tentando di farlo, in mare o per terra». Don Alberto Vitali, responsabile dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Migrantes, commenta invece le reazioni intolleranti che hanno affollato i social network dopo gli ultimi sbarchi, e osserva: “A preoccupare non sono quanti utilizzano pregiudizi vecchi e nuovi per fini di propaganda, ma il rancore, l’ostilità e le diffidenze ingiustificate in persone, evidentemente poco o male informate, che di per sé non sarebbero cattive o prive di valori”. Poi due storie: quella di Masamba Ceesay, giunto dal Gambia fino a Legnano, dove si sta mettendo in luce per le sue qualità di velocista in atletica leggera; e quella di Nawal, giovane marocchina trapiantata a Catania da piccola soprannominata “L’angelo dei profughi” nel libro di Daniele Biella a lei dedicato. La “storia di copertina” si chiude con “Mare nostro», la “preghiera laica” di Erri De Luca.

Su Il Segno di giugno, tra l’altro, anche un’intervista a monsignor Marcello Semeraro, stretto collaboratore di papa Francesco

nel cosiddetto «C9» che affianca il Pontefice nei suoi progetti di riforma.