Roma – L’Europa, davanti ai flussi di profughi e di migranti provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, “non sempre riesce a dare una risposta all’altezza della propria civiltà”. Lo ha detto questa mattina il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aprendo alla Farnesina i lavori della XI Conferenza degli Ambasciatori d’Italia dal titolo “Diplomazia per l’Italia” nel corso della quale sono intervenuti il Segretario Generale della Farnesina, Michele Valensise, e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni. Pr il Capo dello Stato la “sfida” che abbiamo di fronte ci “impone” di affrontare con “umanità” e “saggezza” il tema delle migrazioni e il dramma dei profughi che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dalla povertà assoluta.
“La disperazione scolpita sui volti di queste persone – spesso giovani, o addirittura bambini – che rischiano la morte su barconi sgangherati, sotto il giogo di spietati trafficanti di esseri umani – ha detto – interroga la nostra coscienza, e quella dell’intera Europa. L’Unione europea – è giusto ripeterlo – fa meno di quanto sarebbe suo dovere fare e questo atteggiamento, culturalmente nuovo per molti aspetti, sorprende. Sono alla prova i valori su cui l’Europa si fonda, ma a volte paura ed egoismo prevalgono sulla responsabilità di affermare la indivisibilità di valori come libertà, democrazia, solidarietà”. Per Mattarella la decisione dell’Unione Europea di distribuire, “seppur su base volontaria”, una quota di rifugiati è “un primo passo significativo, che salutiamo con soddisfazione, ma sarà un passo importante se ne seguiranno altri nel segno della condivisione. Stiamo parlando di richiedenti asilo, non di semplici migranti. Il carattere umanitario della loro accoglienza non può che prevalere su altre considerazioni”. Diversa, e “indubbiamente più complessa”, è la questione dei flussi migratori, peraltro “quasi sempre provocati da situazioni umanamente insostenibili”, ha spiegato il presidente della Repubblica Italiana affermando che la politica dell’immigrazione richiede “intelligenza e visione: in gioco ci sono valori, sentimenti di solidarietà, ma anche equilibri economici e sociali. Aiutare chi chiede aiuto, salvare chi sta annegando o è in mano a organizzazioni criminali – ha detto ancora – è un dovere elementare, umanamente irrinunciabile. Governare i flussi migratori richiede risposte articolate, compresa la cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei flussi, e la necessaria azione di contrasto contro i trafficanti”. E anche le politiche dell’immigrazione europee “dovrebbero tendere verso una certa omogeneità. L’integrazione è un fattore di sicurezza. Le politiche europee, se coerenti, sarebbero anch’esse robusti fattori di sicurezza. Non va dimenticato che da come l’Europa saprà integrare i migranti – anche costruendo percorsi di cittadinanza – dipenderà e non poco la pace e il dialogo con i popoli di provenienza. La democrazia non si esporta con le armi, come è stato dimostrato. La democrazia per affermarsi deve usare la forza della persuasione con il proprio esempio”. Accogliere, per quanto possibile, e aiutare i Paesi da cui nascono i flussi migratori, anche per evitare che questi divengano sempre più imponenti e incontrollabili, è – ha concluso – “moralmente giusto ed è, inoltre, nell’interesse, immediato e futuro, dell’Europa”. (Raffaele Iaria)



