Pozzuoli – Si è svolta, nei giorni scorsi, a Pozzuoli, su iniziativa dell’Ufficio Migrantes la sesta edizione del Festival dei popoli. Una giornata ricca di colori, di bandiere di tutte le nazioni. Un pomeriggio impegnato in memoria di donne, uomini, giovani e bambini, vittime dei naufraghi nel mare mediterraneo, in memoria di coloro che non si ricordano o di cui nessuno parla; coloro che non sono riusciti ad attraversare il deserto, morti, uccisi e, per i cristiani perseguitati. Il tema della manifestazione è stato: “Incontro tra le diverse culture – Modo di interazioni”. Si erano mobilitati circa 300 donne, uomini e soprattutto tanti donne e uomini immigrati di tutte le etnie e religioni e, indigeni della Area flegrea. L’incontro è avvenuto con la liturgia della parola, preghiere in diverse lingue per i naufraghi e cristiani perseguitati, seguite dalle testimonianze raccolte, scritte e lette in 7 lingue dai migranti che frequentano il Centro Migrantes diocesano. Un grande momento è stato anche nell’accogliere e presentare delle giovane e giovani profughi provenienti dalle diverse nazioni ed ospiti nelle case di accoglienza del territorio Flegreo. Sono stati coinvolti le associazioni, enti locali e privati che si interessano della promozione umana.
Il festival si è concluso con un saluto del Vicario episcopale per la Carità don Fernando Carannante che ha sottolineato l’importanza di tale manifestazione.
Il festival si è concluso con un saluto del Vicario episcopale per la Carità don Fernando Carannante che ha sottolineato l’importanza di tale manifestazione.



