Bolzano – “Qui non si tratta di un fenomeno passeggero, ma di una sfida che ci coinvolgerà ancora per anni. E’ una sfida che non riguarda solo le realtà istituzionali sia politiche che ecclesiali: ma è ogni singola persona che viene chiamata in causa, serve infatti il contributo di tutti”.
A scriverlo, in una lettera aperta ai fedeli della diocesi è il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Ivo Muser parlando della situazione dei profughi che “da mesi approdano nella nostra provincia richiamando la nostra attenzione. Per molti di loro – spiega – la nostra terra è una stazione di passaggio, per alcuni invece è forte il desiderio di chiedere asilo politico qui da noi, altri ancora sperano in una vita migliore fermandosi in questa nostra provincia. È Cristo stesso che ci interpella in ognuna di queste persone forestiere, senza nessuna dimora e ci chiede di accoglierle”.
Per il presule la “fattiva” preoccupazione per i poveri “non è un tema tra i tanti, ma è la maniera più diretta e concreta di come la fede in Cristo, il Signore crocifisso e risorto, prende forma nella vita dei cristiani”. Dopo aver citato il Sinodo Diocesano dello scorso 30 maggio e la Commissione Diocesana per la Pastorale Sociale e del Lavoro che si è occupata del problema dei profughi e ha messo in evidenza l’urgenza di iniziative concrete. Il presule chiede che “seguano gesti concreti a tutti i livelli della nostra Chiesa locale”. Tra i “passi concreti” mons. Muser chiede alle persone, gruppi spontanei e istituzioni, che “si impegnano concretamente per i profughi, affinché avvertano la profonda stima per loro e il sostegno”; affinché si “crei un clima di accoglienza verso i profughi e di comprensione reciproca e insieme vengano attivamente arginate quelle forze che qui fomentano paure e aggressioni”; affinché “l’ospitalità nelle nostre comunità sia esercitata con gesti concreti” e
affinché “le persone straniere che trovano ospitalità nelle strutture ecclesiali, private e pubbliche, siano realmente integrate nella nostra vita comunitaria”. “Come Vescovo – è l’incoraggiamento – chiedo a tutti di cercare, con coraggio e creatività, risposte e di attivare concrete iniziative. Da parte mia e da parte delle istituzioni diocesane potete aspettarvi, per quanto possibile, il necessario sostegno. Il nostro legame in Cristo deve trovare la sua espressione per il fatto che insieme interveniamo proprio lì dove le persone hanno bisogno del nostro aiuto. Dio nell’uomo e l’uomo in Dio: questa – conclude mons. Muser – è la coerenza della nostra fede in Gesù, il Cristo. Egli si è fatto uomo per noi e ci vuole incontrare in ogni uomo”.



