Card. Bagnasco: l’immigrazione è “un problema umanitario”

Genova – La proposta del Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, che ha convocato i capi di Stato e di governo nel palazzo di Vetro a New York per parlare del fenomeno delle migrazioni “è veramente un bel segno”: “Finalmente. Un po’ tardivo ma lo accogliamo con tanta speranza perché il fenomeno sarà prolungato nel tempo”. Ad affermarlo è il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI, a margine delle celebrazioni per la festa della Madonna della Guardia di Genova. In merito al fenomeno delle migrazioni, il cardinale ha affermato: “È come se il Sud del mondo si fosse risvegliato improvvisamente e avesse cominciato a muoversi verso il Nord del benessere, dell’Occidente”. L‘immigrazione, ha proseguito, “è un fenomeno inarrestabile e umanitario perché la gente fugge disperata e nella disperazione cerca ancora la speranza”. Per questo “il mondo del Nord, in particolare occidentale, deve veramente prendere sul serio questo fenomeno che è planetario, non con l’animo di avere di fronte un problema pesante, grave, con dolore ma con decisione perché ci riconosciamo tutti uomini e quindi fratelli”. Per il Presidente della CEI l‘immigrazione è “un problema umanitario, un esodo terrificante da cui nessuno Stato europeo si può sentire esente, tanto più la Germania e gli Stati che stanno meglio”; per questo “siamo tutti contenti di sentire le parole dalla Sig.ra Merkel perché è un cambio di marcia, un cambio di registro per affrontare un problema drammatico”. Il porporato ha ricordato che l’immigrazione è un fenomeno con “misure veramente bibliche” per questo deve intervenire “l’autorità internazionale, non soltanto continentale”. È necessario, quindi, che “l’ONU affronti seriamente – politicamente ed economicamente – il problema perché è un fenomeno inarrestabile che si amplificherà sempre di più, tanto è vero che ormai da Afghanistan e da altre nazioni, che prima non si erano affacciate alle porte dell’Europa, stanno arrivando persone. È veramente un problema mondiale”. Il cardinale ha parlato anche della persecuzione dei cristiani affermando che “non bisogna assolutamente spegnere le luci”. Si tratta di “un fatto gravissimo, che persiste e che aumenta dalle nostre informazioni tramite le nunziature apostoliche e quindi bisogna, grazie ai media, che l‘attenzione del mondo continui ad essere puntata su queste persecuzioni”.