Roma – Questa mattina è stato presentato “La pace è sempre possibile – Religioni e culture in dialogo”, l’incontro internazionale delle grandi religioni mondiali promosso da Sant’Egidio a Tirana dal 6 all’8 settembre. Il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, ha spiegato la scelta dell’Albania per la realizzazione dell’evento sottolineando come questo piccolo Paese, in cui fino a pochi anni fa regnava l’ateismo di Stato, sia diventato oggi un interessante laboratorio di coabitazione tra le religioni. Una nazione, con legami di amicizia ormai trentennali con Sant’Egidio e ormai alle soglie dell’Unione Europea, che fu protagonista all’inizio degli anni Novanta di un’emigrazione di massa verso l’Italia, ma che si risolse in poco tempo in una positiva integrazione nel nostro Paese con ricadute positive, dal punto di vista economico, anche in Albania.
Il titolo del convegno, “La pace è sempre possibile”, nasce dalla convinzione di dover contrastare con forza il pessimismo che ormai circonda i tanti conflitti in corso e dalla consapevolezza che l’attuale grande migrazione dal Sud del mondo e dai Paesi in guerra verso l’Europa, “non può essere fermata senza un importante investimento sulla pace”.
Tante le conferenze in programma, animate per tre giorni da oltre 400 autorevoli esponenti delle religioni, del mondo della cultura e delle istituzioni, quasi un giro del mondo, tra crisi, conflitti, grandi questioni aperte, ma anche speranze, cambiamenti in corso, esempi di coabitazione e contributi preziosi delle religioni alla costruzione della pace. Un importante panel dal titolo “Immaginare la pace. Il ruolo delle religioni e della politica” vedrà la partecipazione del ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni insieme al patriarca siro ortodosso di Antiochia, Afrem II, il cardinale nigeriano Onaiyekan e il rabbino Skorka. Ma ci saranno importanti focus, in altrettante tavole rotonde, anche su numerosi Paesi che vivono situazioni difficili o di guerra come Iraq, Kurdistan, Siria, Nigeria, Mindanao (Filippine) e Salvador, dove regna la violenza delle bande giovanile con migliaia di vittime. Saranno presenti anche importanti leader sciiti dall’Iran.
Numerosi anche i temi d’attualità che verranno affrontati, tra cui quello ambientale, con un panel che vedrà la partecipazione del ministro della Giustizia Andrea Orlando con un intervento sugli eco-reati. Oltre ad Orlando e Gentiloni saranno presenti, dall’Italia, anche Romano Prodi e il sottosegretario agli Esteri Mario Giro. Si rifletterà inoltre sui quasi trent’anni dello “spirito di Assisi” – la prima preghiera delle religioni per la Pace voluta nel 1986 da Giovanni Paolo II – che è passato dal clima della guerra fredda all’attuale mondo globale e sull’utilizzazione dei social media da parte di chi strumentalizza le religioni per fini violenti e di terrore. E’ attesa anche una tavola rotonda sulla crisi libica che vedrà per la prima volta seduti attorno a uno stesso tavolo tutte le componenti del Paese da Tobruk e Tripoli, alle tribù del Sud e alla società civile.
Nell’assemblea inaugurale verrà letto anche un importante messaggio di Papa Francesco che – ha spiegato Impagliazzo – “già un anno fa aveva dato un grande sostegno alla scelta di tenere l’incontro in Albania”.



