Misure che garantiscono la richiesta di asilo in sicurezza

Roma – “Siamo di fronte ad una debolezza di tutto il sistema europeo”: ad affermarlo è padre Luis Okulik, segretario della Commissione “Caritas in Veritate” del CCEE (Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee) sul tema immigrazione: “la tendenza di alcuni governi ad autogestire in modo molto drastico e chiuso queste emergenze crea molte difficoltà per l’insieme dei paesi membri”.

Sul ruolo dell’Europa, interviene anche monsignor Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes. “L’Europa dei diritti e della solidarietà oggi è chiamata a rafforzare l’accoglienza – dice il sacerdote – partendo dalla salvaguardia della vita delle persone migranti via terra e via mare, dal riconoscimento delle persone e dalla loro libera circolazione in Europa, per arrivare a un programma di protezione internazionale che veda distribuiti i migranti che ne hanno diritto (anche chi è in fuga da persecuzioni religiose, da disastri ambientali, da dittature e violenze e non solo dalle 42 guerre in atto nel mondo) in tutti i Paesi europei”. Questo programma di azione chiede “il superamento degli Accordi di Dublino III per un nuovo programma di asilo europeo. Forse sarebbe importante anche sul piano europeo una campagna di informazione, in collaborazione con le maggiori agenzie e gli organi di stampa, che spieghi da quali Paesi e situazioni provengono i migranti, così da favorire un’informazione corretta a tutti i cittadini europei”, conclude Perego.

Misure “urgenti e straordinarie” per mettere fine alle morti in mare, sono chieste anche da padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli. “Ricorderemo l’estate 2015 per il numero incalcolabile di vite spezzate nei viaggi organizzati dai trafficanti che hanno come destinazione l’Europa”,  sottolinea. “Fino a quando i governi si ostineranno a concentrarsi su accordi e politiche volti ad impedire gli arrivi – sostiene il gesuita – ci pare ampiamente dimostrato che l’unico risultato che si ottiene è un’incalcolabile strage di innocenti  Abbiamo l’obbligo – ammonisce padre Ripamonti – di attuare misure immediate che garantiscano la possibilità di chiedere asilo in sicurezza”.