Terra Santa: le migrazioni al centro dell’incontro del CCEE

Gerusalemme – Si è svolta ieri la terza giornata dei lavori dell’Assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) in corso fino a mercoledì 16 in Terra Santa. Il tema dell’accoglienza dei migranti e rifugiati, e quello della famiglia, sono stati al centro sella sessione  non solo dal punto di vista ‘politico-ideologico’, ma anche da quello finanziario di fronte alla crisi economica che tarda a mostrare segni di ripresa nel bilancio delle famiglie europee. E’ un’Europa segnata da incertezza, inquietudine e, in alcuni Paesi, dalla corruzione finanziaria e culturale – nuovo tema apparso ieri – quella che emerge dai rapporti dei vescovi. Di fronte a questa situazione in cui sembra di assistere ad un collasso del sistema di welfare di numerosi Stati europei, la Chiesa e le famiglie rimangono spesso fra le poche istituzioni capaci di supplire in parte a questa carenza. Dal punto di vista culturale, i vescovi hanno più volte denunciato “l’onda del pensiero unico” che sta invadendo diversi settori della vita pubblica, particolarmente evidente con le ricadute che un’interpretazione rigida della ‘teoria del gender’ porta in ambito educativo, e più specificatamente nelle scuole. Dal punto di vista ecclesiale, è da notare l’ottima accoglienza della recente enciclica di Papa Francesco “Laudato si’”. La presenza diaconale, l’accoglienza dei migranti, il dialogo ecumenico e interreligioso, e con i vari settori della società, caratterizzano l’attività della Chiesa in Europa e sono i migliori strumenti per mostrare il viso di Cristo risorto. I lavori sono poi proseguiti con la presentazione del rapporto della ComECE, l’organismo dell’episcopato europeo che segue l’attività della Commissione europea. A turno Mons. Gianni Ambrosio e padre Patrick Daly, rispettivamente Vice-presidente e Segretario generale della Comece hanno presentato “le gioie e le sfide” del dialogo con le istituzioni di Bruxelles. La mattinata si è poi conclusa con la presentazione dei rapporti delle Commissioni CCEE: della Commissione “Catechesi, Scuola e Università”; della Commissione “Vocazioni”; della Commissione Media e della Commissione Caritas in Veritate, che si occupa delle questioni sociali, ambientali e migratorie per il CCEE. La celebrazione eucaristica domenicale è stata poi celebrata secondo il rito maronita, animata dal coro maronita di Haifa e presieduta da Mons. Youssef Soueif, arcivescovo di quel paese ponte tra Europa e Medio Oriente. “Noi cristiani del Medio Oriente siamo autoctoni e non visitatori nei nostri paesi – ha detto Soueif -, facciamo parte integrale delle nostre società, e siamo consapevoli che solo il dialogo creerà stabilità nelle nostre terre”. “La nostra Chiesa in Europa – ha aggiunto – risponde in spirito di fraternità all’appello del Santo Padre e accoglie i rifugiati che, costretti, lasciano le loro case e la loro terra. Siamo qui per dirvi che ci sentiamo una sola famiglia, che insieme lavoriamo per il dialogo e che preghiamo per una pace giusta e durevole dove ogni persona umana possa vivere nella libertà e nella dignità”. Nel pomeriggio, i vescovi si sono trasferiti presso la città di Mi’ilya, una piccola città a maggioranza cristiana (melchiti cattolici) a nord della Galilea occidentale dove hanno partecipato alla festa dell’Esaltazione della Croce. Al loro arrivo in città, i vescovi sono stati accolti da una folla in festa. Nella chiesa di Nostra Signora, gremita di fedeli, hanno celebrato i vespri in rito bizantino. Nel suo saluto, il cardinale Péter Erdő si è rivolto direttamente alle famiglieVedendo voi qui riuniti con tante famiglie, vorrei ringraziarvi perché seguendo l’esempio della Sacra Famiglia voi siete testimoni di una vita familiare realmente cristiana, che pone Cristo al centro della vita vissuta, dell’amore coniugale, dell’apertura alla vita, dell’amicizia tra famiglie che si sostengono a vicenda sia materialmente che spiritualmente. La croce, che spesso affligge le nostre famiglie, unita alla croce di Cristo è vincitrice”. Successivamente la Croce è stata portata in processione per le vie della città. A turno i rappresentanti della comunità cristiana (associazioni, consacrati, clero, vescovi e cardinali) hanno preso la croce. La processione si è conclusa nel cortile della scuola pubblica elementare con un breve discorso del Sindaco di Mi’ilya, del card. Marc Ouellet, il ringraziamento del vescovo George Bacaouni e la benedizione finale da parte di tutti i vescovi.