Città del Vaticano – Non basta dire “coraggio, pazienza!” ma occorrono gesti concreti di solidarietà. Lo ha detto ieri Papa Francesco, al termine della preghiera mariana dell’Angelus in piazza San Pietro invitando le Chiese e i fedeli d’Europa, in vista del Giubileo della Misericordia ad un gesto concreto. “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere ‘prossimi’ dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta. Non soltanto dire: ‘Coraggio, pazienza!…” ha detto il Papa sottolineando che la speranza cristiana è “combattiva, con la tenacia di chi va verso una meta sicura”. Da qui l’invito alle parrocchie alle comunità religiose, ai monasteri, ai santuari d’Europa ad ospitare ognuno una famiglia, “incominciando dalla mia diocesi di Roma”. “Misericordia è il secondo nome dell’Amore” ha ricordato il Papa a tutti i fratelli vescovi d’Europa, perché sostengano il suo appello, cosi come si farà la città leonina. Anche le due parrocchie del Vaticano accoglieranno in questi giorni due famiglie di profughi. (Raffaele Iaria)



