Roma – Per l’edizione 2015 il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, unica nel suo genere in Italia, conserva la struttura dell’anno precedente. L’attenzione per la mobilità di oggi si definisce con la sezione dedicata alle Indagini e quella dedicata alle Esperienze contemporanee dove vengono presi in considerazione luoghi – Australia, Nuova Zelanda, Europa, l’Asia – e temi – i rientri/i non rientri, la rete, – che cercano di indagare caratteristiche, modalità, peculiarità delle nuove forme di mobilità in relazione all’esperienza passata e al contesto nazionale ampliato all’identità e all’esperienza europea o internazionale e cosmopolita. Nella sezione delle Esperienze viene inaugurato un nuovo appuntamento annuale dedicato a un testimone, ovvero a una particolare figura che si è distinta nel campo della mobilità italiana. Il protagonista di quest’anno è Don Noè Tamai che ha dedicato e continua a dedicare la sua vita ad aiutare ad acquisire la cittadinanza agevolando la ricostruzione genealogica soprattutto rispetto alle richieste che giungono dall’America latina e dal Brasile in particolare. Attraverso l’intervista da lui rilasciata, è possibile approfondire cosa significhi il riacquisto della cittadinanza italiana per generazioni successive alla prima che non parlano italiano e non conoscono nulla dell’Italia se non le immagini che derivano dai racconti ripetutamente ascoltati in famiglia a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. La mobilità transnazionale, la condizione linguistica, il migrare nell’era digitale, la comunicazione dell’emigrazione italiana e l’uso della lettera oggi sono, invece, i temi presenti nelle Riflessioni. La quarta parte contiene, come lo scorso anno, gli Speciali. Il primo è dedicato agli anniversari che ricorrono nel 2015: il centenario del primo conflitto mondiale (1915-2015) e quello del terremoto abruzzese con epicentro nel Fucino; il cinquantenario della tragedia di Mattmark (agosto 1965) e quello dal Concilio Vaticano II (1962-1965) con particolare attenzione al Magistero da Giovanni XXIII a Paolo VI. La seconda e complessa sezione, invece, raccoglie una serie di contributi dedicati ai mestieri che hanno fortemente caratterizzato l’italiano all’estero – il minatore, il barbiere, il viticoltore, il ramaio, il vetraio, il gelatiere, il ristoratore, fino ad arrivare all’attualissimo calciatore e al fine specialista dell’arpista o del riquadratore – costruiti nell’ottica di attualizzazione della storia. Pur partendo da mestieri del passato sorprende arrivare a conoscere personaggi tuttora viventi che quel lavoro lo hanno fatto, feste che ricordano un mestiere e che vengono organizzate annualmente per non dimenticare. La memoria, dunque, come elemento portante e legame forte del divenire che intreccia la più antica macchina per conservare il gelato a una moderna gelateria, un’arpa di legno fatta a mano a un’arpa elettronica, nella certezza che conoscere la storia serve a capire il presente e a evitare di commettere gli stessi sbagli e di superare più facilmente gli ostacoli che si presentano lungo il cammino. Infine la prospettiva storica dove personaggi, luoghi e temi vengono affiancati nella loro eterogenea ricchezza. Chiudono gli allegati socio-statistici e la bibliografia ragionata delle più recenti pubblicazioni dedicate all’emigrazione italiane. A questa edizione – di oltre 500 pagine – hanno collaborato 53 autori con 50 contributi ed approfondimenti dall’Italia e dall’estero. A presentarlo S.E. Mons. Guerino Di Tora, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes; Dott.ssa Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo; Prof. Alessandro Rosina, Docente di Demografia e Direttore L.S.A. dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Prof.ssa Marina Timoteo, Direttore AlmaLaurea; Prof.ssa Flavia Cristaldi, Docente di Geografia delle Migrazioni dell’Università di Roma La Sapienza. Per le istituzioni: il Sen. Claudio Micheloni, Presidente del Comitato per le Questioni degli Italiani all’estero del Senato. A concludere Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes. L’incontro è stato moderato da Mimmo Muolo, giornalista di Avvenire. Durante la presentazione, il Direttore di TV2000 Paolo Ruffini ha presentato il video del Rapporto Italiani nel Mondo 2015.



